Toscana
La usa soltanto il 6,6% ma stringono le strade
Heusch (Aci): «Si poteva fare come tra la Bellana e l’Acquario, così si complica il traffico e la viabilità»
LIVORNO. «Giusto il tempo di illuderci circa la visione meno invasiva sulla circolazione automobilistica relativa al primo tratto di Viale Italia , quando l’amministrazione ha scelto come itinerario per il tratto di pista ciclabile il lato mare del tratto Bellana-acquario. Una scelta intelligente, suggestiva ed in armonia con lo spirito green dell’utente ciclista. Illuderci appunto infatti per il tratto Tre Ponti-Sale si è deciso che la buona idea di passare lato spalletta usata una volta non potesse essere più adottata, non è infatti chiaro il motivo per cui alla Bellana si può passare sul limitare terra-battigia e non dai Tre Ponti al Sale. Mistero». Così Riccardo Heusch presidente commissione Traffico e Mobilità dell’Aci. «Togliere carreggiata alle auto è una vocazione di questa amministrazione, che non ha remore a dire tramite l’assessora Cepparello che i livornesi devono cambiare stile di vita. Inutile che l’assessora ripeta ad ogni incontro che non ha nulla contro gli automobilisti: può essere anche vero, ma nei fatti non lo dimostra.Strade larghe trasformate in viottole, itinerari assurdi, giusto per far disorientare l’automobilista, vedi viabilità del quartiere Ardenza. Le biciclette la fanno da padrone, purtroppo se ne vedano pochissime in giro. Lo dice lo stesso Pums che l’uso della bicicletta a Livorno è limitato ad un 6.6% e vorremmo sapere di questa esigua pletora di ciclisti quanti vanno con il velocipede per lavoro e non piuttosto per svago. A lavoro i livornesi vanno tutti i giorni mentre per svago in bicicletta pochi e di rado».
Ma ritornando al tratto di ciclabile tre ponti sale “si dice che per realizzarla verranno sacrificati 150 posti auto ma che se ne sono trovati 200 in zone limitrofe”. «Bene per questo reperimento – dice Heusch –, non si potevano trovare prima visto il gran bisogno di parcheggi nella zona? Ed ancora la pista ciclabile nuova porterà turismo su quali studi si basa questa asserzione? E se fosse vero quali infrastrutture troverebbe il turista? Assolutamente nessuna, non un bar, non un servizio igienico, nulla, ma i turisti che dovrebbero venire sono persone “rustiche” vanno in bicicletta quindi si adattano. L’idea poi della ciclabile sul Romito è una perla da Vernacoliere». «Intanto – chiude Heusch – non vediamo frotte di utenti della ciclabile sul via Galilei. I motorini parcheggiati la dicono lunga sull’apprezzamento degli studenti e di come questi abbiano abbandonato il deprecabile uso del motorino per la bici. Vorremmo sapere se le simulazioni hanno dato lo stesso risultato della cruda realtà: un sonoro fiasco, con riferimento alla zona retrostante il vecchio ospedale militare e via Zola, una zona che godeva di una certa tranquillità di traffico limitato più che altro ai residenti e che adesso viene utilizzata per raggiungere la zona San Marco una volta raggiungibile agevolmente da via Galilei.
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