Gioco
Volontari e detenuti insieme alla Caritas per aiutare i poveri: «Se lo vorranno, dormiranno qui»
Livorno, firmata l’intesa fra Carlo Mazzerbo e suor Raffaella Spiezio: «Aiuteranno i più poveri cucinando per loro nella mensa»
LIVORNO. Suor Raffaella aspettava questo momento da undici anni, da quando ha preso le redini della Caritas diocesana di Livorno. «Un accordo importante – sottolinea – visto che da oggi i detenuti delle Sughere potranno venire da noi e aiutare le persone meno fortunate, cucinando o servendo alla mensa dei poveri». Un’intesa a suo modo storica quella stretta fra l’associazione religiosa – che suor Raffaella Spiezio, dopo undici anni, domani lascerà per andare a Quercianella, dove guiderà l’opera delle sorelle, le “Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli” – e il carcere delle Sughere. Ieri è stato firmato il protocollo, il secondo in pochi giorni visto che già un primo patto era stato siglato per consentire ai detenuti in permesso premio, qualora lo volessero, di poter trascorrere il loro tempo libero nella mensa dei poveri di via La Pira, nel quartiere di Corea.
«La prima intesa che abbiamo firmato, una decina di giorni fa, riguarda i permessi premio e un detenuto è già stato da noi a fare volontariato per tre giorni – racconta suor Raffaella Spiezio – Poi, fra l’altro, ci ha ringraziato con una bellissima lettera. Il secondo protocollo, firmato oggi (ieri per chi legge ndr), è un atto che abbiamo sancito per consentire agli ospiti delle Sughere di poter impiegare parte della loro detenzione per i lavori di pubblica utilità, come appunto servire alla mensa dei poveri, aiutarci in cucina, oppure scaricare le merci che ci arrivano ogni giorno per portare avanti la nostra opera».
Le richieste, da parte dei detenuti, saranno valutate da una commissione congiunto al cui interno vi saranno rappresentanti della Caritas e dell’amministrazione penitenziaria. Potranno partecipare a questo progetto, ad esempio, reclusi a fine pena o chi, comunque, abbia maturato all’interno del penitenziario un’ottima condotta. Fra l’altro ci sarà anche la possibilità, per gli ospiti delle Sughere, di dormire in via La Pira, negli alloggi dell’associazione, in modo da tale da non tornare obbligatoriamente in cella ogni notte.
Molto soddisfatto della firma del protocollo – che è stato siglato ieri mattina alle 12 in via La Pira – il direttore del carcere delle Sughere, Carlo Mazzerbo. «Già da febbraio avevo firmato una prima intesa per consentire alle persone che usufruivano dei permessi premio di trascorrere del tempo alla Caritas – dice Mazzerbo – mentre ora, con quest’altra firma, andiamo a strutturare il progetto più nel dettaglio, dandogli una grande continuità. Così il detenuto passerà da oggetto a soggetto del volontariato, assumendo una parte attiva e rendendosi conto che fuori dalle mura ci sono persone in enorme in difficoltà, magari che non ha neanche commesso reati, ma che sono meno fortunate di loro. Fuori dal penitenziario c’è gente che sta molto peggio, purtroppo, e va aiutata».
L’intesa con la Caritas ha naturalmente lo scopo di rieducare i reclusi. Questo è l’obiettivo primario del carcere, mentre l’associazione beneficerà del loro entusiasmo per mandare avanti l’opera di carità che a Livorno, suor Raffaella Spezio, ha fatto diventare un simbolo negli ultimi undici anni. «Avrei voluto siglarlo prima questo accordo – racconta – ma purtroppo ci è voluto molto tempo. La collaborazione con il direttore Mazzerbo non è mai mancata e i tempi sono slittati principalmente a causa dell’emergenza coronavirus, altrimenti avremmo potuto iniziare prima».
Questo, per suor Raffaella, è stato l’ultimo atto. Domani è il suo ultimo giorno in via La Pira e da dopodomani andrà a Quercianella, dove guiderà l’opera delle sorelle, le “Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli”. Sarà responsabile della casa famiglia “Papa Francesco” per i minori di 14 anni soli, della casa della spiritualità e di quella per malati terminali. «Ci tenevamo a concludere proprio oggi (ieri per chi legge ndr) la convenzione – sostiene il direttore del carcere Carlo Mazzerbo – per salutare e ringraziare ufficialmente suor Raffaella perché da mercoledì 10 marzo (domani ndr) concluderà il suo percorso in Caritas. A lei va il nostro più caloroso in bocca al lupo per il futuro, dato che in passato con lei e l’associazione abbiamo collaborato proficuamente. Grazie suor Raffaella». —
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