Gioco
Imbrattata la tomba di un tifoso del Livorno morto a 39 anni: "W il Pisa"
Valerio Danti è deceduto nell'autunno del 2018 per un malore. Un atto ignobile che hanno scoperto i familiari. Solidarietà e gesto condannato anche dai supporter pisani
LIVORNO. Un atto ignobile, inqualificabile. Un gesto di una violenza inaudita che lascia senza parole, schiacciati sotto il peso dell'indignazione. Il fanatismo calcistico non ha avuto rispetto neanche della tomba di un giovane tifoso del Livorno deceduto a 39 anni nell'autunno del 2018 per un malore. Valerio Danti aveva tre amori: quello per i suoi due figli e quello per la squadra amaranto. Un sentimento così forte che i familiari, al momento della tumulazione, decisero di far incidere sulla tomba di Valerio il simbolo del Livorno Calcio.
Ecco, quel simbolo ha indotto qualche anima (anima?) triste a profanare la tomba del tifoso amaranto con la scritta 'W il Pisa'. Dello scempio si sono accorti i familiari la mattina del 7 marzo. Entrambi, ogni giorno, si recano sulla tomba del figlio, al cimitero della Purificazione. Fino a sabato la scritta non c'era. Di certo si è trattato del gesto di un balordo. In passato scritte inneggianti al Pisa erano comparse sul murale "Livorno è la mia città" in viale Ippolito Nievo e anche sui muri della curva nord dello stadio da poco dipinti dai ultras amaranto che volontariamente avevano ristrutturato la parte esterna della curva stessa.
Atti stupidi, ma ovviamente non gravi come questo. Arrivare a profanare la tomba di un tifoso è fuori da ogni logica. Di sicuro anche da quella del mondo degli ultras che esprimono la loro rivalità secondo un preciso codice che nessuno osa trasgredire. E infatti anche da Pisa sono arrivati messaggi di condanna dell'episodio e di solidarietà alla famiglia Danti che come è facilmente immaginabile, è affranta. Trovare quella scritta vergata sulla tomba ha aggiunto dolore e rabbia ad un dolore che non passerà mai. Nei prossimi giorni Valerio - che in città era molto conosciuto - avrebbe compiuto 42 anni. E invece non solo non c'è più, ma in questi giorni non gli è stato neanche permesso di riposare in pace.
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