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Livorno

Terrazza Mascagni, fra transenne e scritte ironiche: "Ritardi nel restauro, ecco quando partiranno i lavori"

Juna Goti
Terrazza Mascagni, fra transenne e scritte ironiche: "Ritardi nel restauro, ecco quando partiranno i lavori"

In un anno saranno rifatte quaranta panchine fino a San Jacopo. Il sindaco: «Iniziamo, ma servirebbe un piano Lamberti bis»

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livorno. Sul gioco di parole piuttosto eloquente spuntato negli ultimi tempi su uno dei pannelli che coprono le panchine distrutte della Terrazza Mascagni prova a ironizzare anche il sindaco: «Che ci scrivano sopra può essere anche simpatico». Tre parole, a bomboletta nera: “Giunta in miseria”. Che da qualche giorno fanno il paio con un’altra grande scritta che invece chiama in causa direttamente l’architetta assessora Silvia Viviani: “Inu Viviani”, che c’è da immaginare sia un richiamo all’Istituto nazionale di urbanistica. Fin qui il colore, che può far scattare il sorriso amaro come l’arrabbiatura, dipende da chi legge. Ma su un punto c’è poco da interpretare: una parte della bellissima Terrazza è di nuovo in condizioni disastrose.

Ad agosto, in attesa di trovare risorse e soprattutto materiali, il Comune aveva fatto rattoppare con delle tavole di compensato le parti mangiate dal salmastro e dal tempo. Una «riparazione momentanea del degrado in vista di Effetto Venezia», aveva spiegato l’assessora. «Con il coronavirus – aveva aggiunto – si sono verificati problemi per il reperimento dei materiali necessari per eseguire i lavori. Tra gli uffici carichi e la difficoltà nel trovare le materie prime, non è possibile stabilire una data di inizio degli interventi...».

Oggi i pannelli di legno sono ancora lì, con l’aggiunta delle scritte. Ma questa volta c’è una data: il 10 marzo gli assessori porteranno in giunta la variazione di bilancio che serve per iniziare a restaurare le parti più degradate dello scacchiere. A cominciare dalle panchine. «L’obiettivo è di partire con i lavori entro due o tre mesi», spiega il sindaco Luca Salvetti. Si parla di un intervento da 70mila euro all’anno per tre anni. Il primo anno servirà per rifare 40 panchine tra la Terrazza e San Jacopo, più la sostituzione dei corrimano e delle balaustre più danneggiati e le riparazioni murarie fronte mare. Un dettaglio, che poi tanto un dettaglio non è: lo scheletro delle panchine non sarà più fatto di ferro, che viene mangiato dal salmastro, ma di acciaio, più resistente considerando la posizione fronte mare della Terrazza da cartolina.

Il programma prevede quindi di iniziare l’intervento prima dell’estate. «Sono un po’ preoccupato – aggiunge Salvetti – perché in quel tratto dovremo fare il Festival dedicato a Mascagni e tante altre iniziative, ma i lavori non sono più rimandabili, lo vedete». Ed ecco la chiosa: «Nelle zone a rischio per il momento abbiamo messo il compensato perché lasciare i ferri a vista sarebbe stato pericoloso. Per me è stata una scelta intelligente. Poi che ci scrivano sopra può essere anche simpatico. Il punto è che parlano di “giunta in miseria”, ma qui non è la “miseria” il problema...».

Salta così fuori che «l’ultima azienda che ha lavorato lì (il riferimento è al precedente mandato amministrativo, non al maxi restauro degli anni Novanta) è chiusa e ha lasciato in magazzino dei numeri ridotti di pezzi sostitutivi, che non comprendono le sedute». Pezzi che «vanno ristampati, faremo la gara, ma sappiamo già che non sono in molti a fare questo tipo di intervento». Insomma, si capisce già che non sarà un lavoro semplice né veloce, se è vero che per restaurare 40 panchine ci vorrà un anno interno.

Va detto che l’appalto complessivo da 210mila euro è per tre anni in modo da avere sempre una ditta che possa intervenire anche per le riparazioni estemporanee. Ma va detto anche che gli ultimi vent’anni hanno dimostrato che interventi-toppa non bastano più. La Terrazza non li merita. Servono come minimo manutenzioni costanti. «Intanto partiamo così – dice lo stesso Salvetti – poi però serve un piano complessivo come fece Lamberti a suo tempo». Un Lamberti 2, insomma. «Quello però forse - conclude – considerando i tempi, lo farà il prossimo sindaco o sindaca». —

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