Il Tirreno

Livorno

L’indagine del Pd boccia il piano di pedonalizzazione di Borgo Cappuccini

Juna Goti
L’indagine del Pd boccia il piano di pedonalizzazione di Borgo Cappuccini

Questionario tra più di cento residenti e commercianti. E i più dicono no al progetto del Comune

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LIVORNO. Quando qualche giorno fa i comitati di Borgo Capuccini sono tornati a protestare contro la pedonalizzazione sperimentata nell'ultimo tratto della strada, il sindaco Luca Salvetti ha dichiarato che non cambiare volto all'area sarebbe «un'occasione persa». Ma evidentemente non la pensa così il primo socio di maggioranza, il Pd, che oggi tira fuori un'indagine fatta in casa tra i portoni di Borgo che boccia senza appello la pedonalizzazione dei Quattro Canti.

I Dem, che in piazza Giovine Italia hanno uno dei loro circoli di punta, hanno promosso l'indagine «per comprendere le opinioni di residenti e commercianti» sulla chiusura serale della strada tentata la scorsa estate e anche «per raccogliere segnalazioni su altre problematiche da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione comunale». Alla fine in 109 hanno riconsegnato i questionari distribuiti nel quartiere: il 76 per cento è rappresentato da residenti, il restante 24 da commercianti. Almeno il 60 per cento ha dichiarato di abitare o lavorare proprio nel tratto dei Quattro Canti, quello interessato dal progetto.

La premessa è che la quasi totalità degli intervistati (il 93 per cento) si è detto insoddisfatto del percorso partecipativo. E l'86 per cento di chi ha risposto alle domande «non ritiene che la pedonalizzazione serale sia stata utile». Con una spaccatura significativa tra i commercianti, se è vero che il 42 per cento si è espresso invece in senso positivo: spaccatura che sembra riflettere la differenza di vedute che fino a oggi si è respirata tra gli operatori del mondo della ristorazione (favorevoli alla sperimentazione) e gli altri commercianti (contrari, come dimostrano i lenzuoli “no ped” appesi non solo alle finestre dei residenti ma anche ad alcune saracinesche). Solo 30 su cento hanno poi fatto proposte alternative, scrivendo per lo più di preferire semmai una pedonalizzazione serale solo nei finesettimana e ad agosto. Dato in qualche modo collegato ai 60 su cento che hanno rilevato «problemi di sicurezza durante la chiusura della strada, in particolare nelle ore notturne», e a quel 68 per cento che ha manifestato «insoddisfazione rispetto alla pulizia delle strade». Ma la domanda che conta di più in questo caso arriva all'undicesima diapositiva: «Saresti favorevole alla pedonalizzazione del tratto stradale?». Il 95 per cento degli intervistati ha risposto di no: niente chiusura generale dell'ultimo tratto di Borgo Cappuccini.

È bene ripeterlo: si tratta di un'indagine “fatta in casa”, con un questionario che è stato distribuito nel quartiere e che è stato compilato e riconsegnato da un centinaio di residenti e commercianti, quindi solo un campione di chi vive e frequenta l'area. Ma si tratta comunque di una finestra significativa sugli umori del rione. E dello stesso partito di maggioranza. Che non a caso – a penna sia del circolo Borgo-Fabbricotti coordinato da Gabriella Pagni che dell'unione comunale guidata da Federico Mirabelli – torna a proporre un BorgoLab, «un laboratorio di quartiere dove poter coinvolgere tutte le realtà associative e la cittadinanza sui progetti di riqualificazione e sviluppo». D fatto un messaggio diretto alla giunta di Palazzo Civico, con l'annuncio che sarà presentata anche una mozione in consiglio comunale.

«La pedonalizzazione serale dell’estate scorsa – scrivono i Dem – da quanto emerge dalle risposte ha profondamente diviso il quartiere e non è riproponibile nelle stesse modalità. Il livello di informazione e coinvolgimento è stato ritenuto insufficiente: sicuramente è stato condizionato dalle limitazioni collegate all’emergenza sanitaria e dalla necessità di dare una risposta tempestiva agli esercizi commerciali che dall’inizio della pandemia avevano subito pesanti danni». Ma «le criticità aperte sulla partecipazione rischiano comunque di compromettere il rapporto tra quartiere e amministrazione comunale». —

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