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Nonostante la crisi Brogi non si ferma: «Ora il Gallaccio apre anche a Pisa»
L’imprenditore fra sei mesi inaugura il secondo ristorante Sarà vicino alla Torre: «Si mangerà sempre con le mani»
LIVORNO. «Oggi è nato! Diciamo che abbiamo partorito. Se tutto va bene ci aspettano sei mesi impegnativi per poi andare all’inaugurazione». A parlare è il proprietario del ristorante livornese Il Gallaccio, Riccardo Brogi, originario della provincia pisana. E il “fiocco”, festeggiato anche in Comune a San Giuliano Terme con il sindaco Sergio Di Maio, è quello che celebra l’inizio di una nuova avventura imprenditoriale a due passi dalla Torre di Pisa per un brand tutto livornese e di indubbio successo. Nonostante il Covid. Nonostante la crisi.
Il ristornate famoso a Livorno (e non solo) per il suo stile originale – galletto, birra artigianale e niente posate sono i must del locale – raddoppia e apre anche a San Giuliano, per la precisione all’inizio di via Pietrasantina, all’incrocio con l’Aurelia. Da qui passano un bel po’ di persone tra residenti, pendolari e – quando porranno tornare superata l’emergenza coronavirus – turisti: è infatti una delle principali vie di accesso a Pisa e all’area di piazza Duomo. Il fondo, ampio e importante, è stato acquistato dalla famiglia Brogi che ha atteso tre anni per chiudere l’affare. «Siamo fortemente convinti di questo progetto – spiega Brogi – e abbiamo voluto aspettare proprio questo fondo. Avevamo intenzione di aprire anche altrove, abbiamo valutato soluzioni a Lucca, Empoli e Prato e visto altre situazioni a Pisa, ma è questa che abbiamo scelto che ci ha convinto». Il locale raddoppierà mantenendo le caratteristiche che ne hanno determinato il successo. «È la nostra prima espansione – aggiunge Brogi – Si mangerà con le mani e resteranno i nostri punti fermi: galletto alla brace e birra artigianale. Oltre al pitto principe, cioè il galletto, ce ne saranno altri, tutti da mangiare con le mani, senza le posate, compresi i dolci. È un locale che vogliamo rappresenti, per chi lo frequenta, una casa, adatto a tutti dagli zero ai 90 anni. Noi, io e mia moglie, ci abbiamo messo l’anima, abbiamo creato il nostro arredamento, è per noi è davvero casa nostra e speriamo di trasmettere questa sensazione anche a chi lo frequenta». Unica differenza rispetto a Livorno, ma è ancora una cosa da valutare, l’orario di apertura. Fino ad ora il ristorante ha lavorato solo la sera, ma su San Giuliano potrebbe decidere di sperimentare l’apertura anche per l’ora di pranzo.
L’inaugurazione? Entro la fine dell’anno, forse già subito dopo l’estate. Dipenderà dai lavori da fare, dalla burocrazia, dalla ricerca del personale. Insomma le cose da mettere a punto sono tane. E Brogi ha cominciato a parlare con l’amministrazione comunale. Del resto l’arrivo del brand a San Giuliano era un obiettivo al quale guardava con interesse lo stesso sindaco. «L’ho sempre desiderato, ora ce l’abbiamo fatta» commenta. La nuova apertura è anche un bel segnale in tempi di crisi come questi. Un segnale in linea con la filosofia del Gallaccio che non si è mai fermato ma si è trasformato adeguandosi alle disposizioni anti Covid. «Il nostro ultimo giorno di apertura al pubblico – ricorda Brogi – è stato praticamente un anno fa, l’8 marzo del 2020. Da allora abbiamo perfezionato l’asporto e la consegna a domicilio. Non vediamo l’ora di poter tornare ad accogliere i nostri clienti al tavolo dentro il locale. Ma nonostante tutto siamo contenti di quello che siamo riusciti a fare, perché crediamo nel nostro prodotto e in quello che facciamo. Sicuramente funzionerà anche a Pisa». —
V.L.
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