Il Tirreno

Livorno

Nove tablet per rendere più sicuro l’abbinamento sangue-paziente

Matteo Scardigli
Nove tablet per rendere più sicuro l’abbinamento sangue-paziente

Il regalo dell’Associazione Leucemie ai reparti di Ematologia e Medicina Trasfusionale

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Matteo Scardigli

LIVORNO. Digitalizzazione, filiera protetta e contatto umano. Ail, l’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, ha donato nove tablet all’ospedale di Livorno.

I computer andranno nei reparti di medicina trasfusionale ed ematologia, per blindare in assoluta sicurezza l’abbinamento fra la sacca contenente sangue o plasma e il paziente, e per consentire ai pazienti di comunicare con le famiglie.

«Volevamo portare ancora una volta un supporto concreto alla sanità locale, qui rappresentata da due reparti di eccellenza diretti da due medici amici», racconta Alessandro Baldi, presidente di Ail Livorno, ringraziando la direzione aziendale e ospedaliera e invitando «chi di dovere a concedere loro maggiori risorse».

Il viaggio della sacca comincia al centro emotrasfusionale di viale Alfieri. Qui il donatore viene identificato dagli operatori una prima volta al momento in cui si accomoda sulla poltrona e di nuovo appena prima di alzarsi per la colazione gratuita da consumare al bar dell’ospedale, mentre le informazioni relative alla sua donazione vengono codificate su una serie di adesivi applicati alla sacca che – appunto – la contiene.

La sacca poi arriva a destinazione nel reparto che ospita il ricevente, dove il personale sanitario esegue ulteriori controlli per garantire il corretto abbinamento fra la sacca e il paziente.

«Il momento più critico rimane quello della identificazione del paziente ricevente. Un errore di abbinamento può essere letale, e l’unione fra questi tablet e i braccialetti elettronici al polso dei nostri pazienti (i primi, in mano agli operatori, “leggono” i secondi, ndc) rappresenta così un ulteriore elemento di sicurezza sulle già stringenti procedure di controllo umano», spiega il direttore del reparto di Medicina Trasfusionale Fabrizio Niglio, che ha ricevuto tre dei computer donati, precisando come «un tracciamento completo dalla raccolta donazione alla perfusione così realizzata, e di cui ci sono già esempi a livello nazionale, abbatte ancora di più il rischio di errore».

I rimandenti tablet sono andati al reparto di Ematologia. «Il nostro reparto ha una forte propensione innovativa ed è da tempo al centro di un progetto con Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche, ndc) e Istituto Superiore di Sanità», premette il direttore Enrico Capochiani, che poi prosegue: «Per tutelare i nostri pazienti con forti immunodepressioni (cioè con ridotte difese immunitarie, ndc), la pandemia ci ha imposto di ridurre ancora gli ingressi dei visitatori nel reparto. Grazie a questi tablet – continua – nove posti letto dotati di una connessione internet potranno così comunicare costantemente con i familiari, con effetti positivi su telemedicina e salute psicologica dei pazienti». —

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