Gioco
«Aiuti in rapporto alla perdita di fatturato e moratoria fiscale»
LIVORNO. Alla fine quello che conta è quello che si chiede al governo Dopo oltre 100 giorni di chiusura per i negozi e 160 per bar e ristoranti, insieme alle restrizioni ed alla attesa per i vaccini che stanno sfiancando anche i più resistenti. «Chiusure, regole cambiate all'ultimo e indennizzi a singhiozzo, stanno distruggendo l'economia "buona" di questo territorio». Dicono le categorie. I direttori di Confcommercio e Confesercenti, rispettivamente Federico Pieragnoli e Alessandro Ciapini, sintetizzano così le richieste urgenti a sostegno delle imprese di commercio, servizi e turismo. Una sorta di decalogo che parte dall’esigenza, sottolineata un po’ da tutti, di riaprire in sicurezza. Ecco i dieci punti. 1)ristori immediati parametrati sulla perdita di fatturato; 2) riapertura in sicurezza di tutte le attività chiuse;3)moratoria fiscale per gli anni 2020-2021; 4)proroga della cassa integrazione e della moratoria dei mutui e finanziamenti fino al 31 dicembre 2021; 5)rimodulazione delle locazioni commerciali e blocco degli sfratti; 6)taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese; 7)creazione di un piano “ripartenza” per il terziario; 8)vaccinazione immediata di imprenditori e addetti del terziario; 9) pagamento immediato di tutti i bonus ristori e indennizzi sospesi; 10)passaporto sanitario europeo per spostamenti Ue. —
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