Gioco
Aggrappati ai fidi e ai contributi-mancia «Il lavoro è dignità, adesso fateci aprire»
Ristoranti, hotel, bar, palestre, bagni: titolari e dipendenti in piazza Grande. «Pronti a nuovi protocolli per la sicurezza»
LIVORNO. I ristori? «Una beffa. Per qualcuno di noi poco più di una mancia». Le chiusure? «Inutili, perché il covid non si è fermato». I danni? «Enormi, c’è chi ha visto il fatturato crollare dal 50 al 75%». Quella che va in scena in Piazza Grande organizzata da Confcommercio e Confesercenti, come in contemporanea negli altri capoluoghi toscani, è una protesta muta. Nessuno grida, nessun megafono, nessun comizio. Si chiama catena umana, ma il distanziamento imposto dalla pandemia impedisce di prendersi per mano. Non per questo l’immagine di tre colonne di uomini e donne col Palazzo Grande alle spalle è meno iconica di una piazza rumorosa. Ognuno ha un mano un cartello: le parole sono pietre.
Il silenzio, invece, è solo rabbia compressa. Che si scioglie non appena parte spontaneo un applauso collettivo degli oltre 200 manifestanti, che battono le mani quasi a farsi coraggio. La gente che passa in piazza capisce. E applaude. Ad un anno dall’esplosione del covid gli imprenditori del commercio, del turismo, dei servizi hanno detto basta: basta con gli schizzofrenici balletti decisionali. Servono programmazione e certezze. «Siamo stati i primi a credere nell’opportunità di misure drastiche che potessero fermare l'epidemia», ha detto la presidente provinciale Confcommercio Francesca Marcucci. «Abbiamo accettato con grande senso di responsabilità tutte le misure di sicurezza imposte dal Governo, e abbiamo investito tempo e denaro nella formazione, nella sanificazione e protezione, nell'adeguamento degli spazi. Ma i nostri sforzi e il nostro senso di responsabilità non ha fermato la pandemia, il piano vaccinale va avanti troppo lentamente, così stiamo attaccati alle esili zattere di salvataggio di fidi bancari e ristori arrivati da Governo e Regione, troppo poco per avere ancora fiducia in un lieto fine». E Maristella Calgaro, a capo di Confesercenti «Siamo pronti ad adottare altri protocolli, a cambiare ancora, ma non possiamo rinunciare alla dignità del lavoro. Siamo convinti che salute e lavoro possano convivere. Siamo fortemente preoccupati non solo per il futuro delle nostre imprese, ma anche per quello dell’occupazione, soprattutto alla luce dell’eventuale sblocco al divieto dei licenziamenti». Ad ascoltarli c’è anche il sindaco Luca Salvetti: «Abbiamo sempre sostenuto il settore. Saremo sempre al voistro fianco», le sue parole. —
A.R.
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