Gioco
Una bomba carta nella gettoniera: così hanno fatto esplodere tre parcometri a Livorno
Gli investigatori stanno ricostruendo la tecnica usata negli attentati compiuti tra domenica 21 febbraio e giovedì notte
LIVORNO. Arriva di notte tenendo in mano una bomba carta artigianale, si avvicina al parcometro e inserisce l’ordigno all’interno della gettoniera, lo spazio solitamente chiuso da uno sportello in plastica dove vengono restituiti i soldi quando si decide di annullare l’operazione di pagamento.
Quello che accade nei secondi successivi è un’esplosione che distrugge la parte in plastica e alcune delle strumentazioni elettroniche e meccaniche all’interno delle struttura. Ma non la gettoniera che nelle tre esplosioni avvenute tra domenica e giovedì notte in Borgo Cappuccini e lungo gli scali Saffi e Manzoni, sono sempre rimaste integre, senza dunque poter rubare i soldi dei pagamenti.
È questa la ricostruzione del metodo usato dal misterioso attentatore che distrugge i parcometri della Tirrenica Parcheggi nel centro di Livorno. Gli investigatori – per adesso sono due le denunce presentate a carabinieri e polizia municipale – stanno lavorando soprattutto sui filmati registrati dalle telecamere sistemate nei pressi dei parcometri esplosi. In particolare sarebbero di molto aiuto alle indagini quelle rimaste impresse in un occhio elettronico vicino agli scali Saffi dove il responsabile (o il gruppo) ha colpito martedì notte.
«La terza denuncia – spiega il presidente di Tirrenica Gabriele Vannucci – la presenteremo domani (lunedì ndr) quando andremo in Comune per l’incontro fissato con l’assessora Giovanna Cepparello e con i vertici della municipale». L’obiettivo della società che gestisce i parcheggi a pagamento Livorno da nove anni è di un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine augurandosi che possa essere individuato nel minor tempo possibile. Anche perché ogni volta che fa saltare un parcometro crea un danno di un migliaio di euro. Tanto è il costo per sostituire la macchinetta. «Nei tre episodi – prosegue Vannucci – abbiamo risolto il problema molto rapidamente e questo per noi è un motivo di orgoglio. Sperando ovviamente che non accada di nuovo».
C’è poi da rispondere alla domanda chiave per risalire agli autori. Vale a dire il movente che spinge il lupo solitario o forse più di uno a realizzare delle bombe carta a casa utilizzando della polvere pirica (dei residui sono stati trovati dai vigili del fuoco durante il sopralluogo in Borgo Cappuccini) e poi uscire di casa in piena notte sfidando il coprifuoco per ultimare il piano.
Dalla Tirrenica Mobilità escludono categoricamente due piste: che l’attentatore possa essere un dipendente e che si tratti di gesto intimidatorio. Restano dunque due possibilità sulle quali stanno lavorando gli investigatori: una persona che pensa di aver subito un torto (magari una multa contestata), oppure un gruppo di giovani che non sapendo come trascorrere il tempo hanno pensato (male) di travestirsi da bombaroli di provincia facendo saltare di notte le macchinette sfidando le forze dell’ordine su due campi: il mancato rispetto del coprifuoco e seminando il panico in città. —
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