Gioco
In mostra la Livorno in miniatura, così si viaggia nel tempo dentro la città
Da Barriera Margherita al Mercato Centrale formato mignon. L'opera del modellista livornese Dario Cipriani esposta nello stand numero dieci del Mercato Centrale
LIVORNO. Uno scorcio della Venezia, il gazebo, la Baracchina rossa, una sezione del Mercato coperto ed ora anche la Barriera Margherita con la stazione del trenino (o trammino), tutti riprodotti in miniatura dal modellista livornese Dario Cipriani ed esposti nello stand numero dieci del Mercato Centrale con l’intento si svilupparvi un polo d’attrazione turistica: «L’idea - spiega il sindaco Luca Salvetti - sarebbe quella di realizzare un percorso all’interno del Mercato Centrale dove in vari angoli, attraverso le miniature, si possa raccontare la storia di Livorno e fare sì che le guide turistiche, oltre a compiere il giro fuori e quello abbastanza veloce dentro, come avviene adesso, rimangano più a lungo dentro questa struttura».
Non solo: in chi si trovasse ad osservare un qualche dettaglio come, ad esempio, il gazebo oppure uno scorcio della Venezia, potrebbe suscitare una certa curiosità: «Vedendolo qui in piccolo passandoci di mattina - prosegue - qualcuno potrebbe, magari nel pomeriggio, decidere di andare a vederlo dal vero». Tale prospettiva nel senso della valorizzazione turistica è stata presa in considerazione anche da Luigi Sena, presidente del Consorzio del Mercato Centrale e della Consulta permanente dell’area mercatale del Buontalenti: «Questa iniziativa - sottolinea - parte già dal 2019 quando abbiamo organizzato il "Premio eccellenza labronica" e fra i premiati figurava appunto Dario Cipriani che in quell’occasione presentò la miniatura del Mercato Centrale. Da allora si è avviata una collaborazione a partire dall’assegnazione di questa stand fisso dove periodicamente Cipriani va ad inserire le sue nuove realizzazioni».
L’esposizione odierna nello stand n. 10 è destinata a costituire l’inizio di un percorso più ampio attualmente in fase di progettazione: «Si tratta - continua - di realizzare degli angoli recanti delle miniature che vanno a rievocare determinati periodi e caratterizzano taluni particolari della nostra città». In tal senso c’è previsione di utilizzare una nicchia posta lungo il corridoio sud-ovest del Mercato Centrale in collegamento col reparto ittico ove collocare, quando sarà pronta, la riproduzione in scala 1:87 della piazza Vittorio Emanuele II, protetta da una barriera vetrata e dotata di un pannello illustrativo statico e dinamico mediante l’installazione di uno schermo. Un altro luogo espositivo recante il diorama raffigurante un dettaglio monumentale livornese si prevede pure possa essere collocato in un angolo del vasto salone del pesce. Ma come nasce la "Livorno in miniatura" di Dario Cipriani?: «Tutto è cominciato - spiega - con una passeggiata nel quartiere Venezia trovandomi davanti agli Scali del Ponte di marmo quando ad un certo punto mi sono detto: la voglio ricreare così come è ora. Ho d’altronde diverse modalità nel realizzare modellini. Nell’immediato, come fossi un pittore. Oppure ricostruendo un luogo come era prima. E’ il caso della Barriera Margherita che ho riprodotto guardando alla sua epoca di maggior splendore quando c’era il "trenino" che portava i livornesi al mare di Tirrenia. Seguendo lo stesso filone con l’amico Stefano Ceccarini è venuta l’idea di un grosso progetto ovvero riprodurre in scala la piazza Grande come era in passato, prima della costruzione del controverso "Nobile interrompimento" tornando idealmente alla Livorno della Belle époque, cioè quella dei primi del Novecento».
I diorami realizzati da Cipriani sono in scala 1:87, ovvero la classica "H0" adottata nel modellismo ferroviario, partendo quando possibile dai disegni originali, come per il Mercato Centrale o per il Gazebo, ma avvalendosi anche di misure prese sul posto con il metro laser, di documenti d’archivio e di tante foto d’epoca o scattate sul momento. La costruzione è stata poi accuratamente eseguita con svariati materiali come legno, compensato, forex plasticard e plexiglas, mentre per taluni dettagli, soprattutto quelli realizzati in serie in tanti esemplari uguali (fregi, capitelli, colonne, etc.), sono state adoperate gomma siliconica e resine epossidiche ed elastomeriche, oltre ad avvalersi di elementi di corredo provenienti dal fermodellismo (lampioni, vetture, personaggi, etc.).In alcuni casi, come per il capolinea del "trenino" alla Barriera Margherita oppure per la stazione di valle della funicolare di Montenero, si è inoltre reso necessario autocostruire anche il relativo materiale rotabile ovvero i veicoli rappresentativi del diorama: così è stata, ad esempio, riprodotta con la massima precisione in legno, resina e plasticard la elettromotrice AEz 402 dalla caratteristica livrea bianca e rossa che faceva parte del convoglio operante sulla linea ferroviaria Livorno-Tirrenia-Pisa (il famoso "trenino" per i livornesi ed il "trammino" per i pisani) divenuta operativa nel 1932 a cura della Stefet (Società trazione e ferrovie elettriche toscane) e malinconicamente dismessa il 15 settembre 1960 dopo avere trasportato verso il mare di Tirrenia migliaia di livornesi e pisani durante il periodo estivo. --
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