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«In 30 assembrati a bere le birre»: nuova protesta dei negozianti di piazza XX
Livorno, il coordinamento dei centri commerciali naturali: «Nonostante l’emergenza coronavirus qui non è cambiato niente»
LIVORNO. : è tutto rimasto come prima. Le persone, a gruppi di 20-30 e naturalmente assembrate, passano i pomeriggi a bere le birre davanti alle attività commerciali, danneggiando pure i negozi in un periodo di crisi di per sé già molto complicato, dato che i potenziali clienti vedendo questo degrado si guardano bene dall’avvicinarsi alle nostre vetrine».
Nuova protesta dei commercianti di piazza XX Settembre con la voce del coordinamento dei centri commerciali naturali della città. Secondo i negozianti la questione è molto semplice: «L’ordinanza del Comune che vietata la vendita degli alcolici 24 ore su 24 durava due mesi ed è scaduta, quindi ora non è più quello il problema – dicono – ma, oltre ai decreti ministeriali anti-coronavirus che dovrebbero impedire gli assembramenti da qualsiasi parte, in piazza XX c’è anche un regolamento di polizia urbana molto chiaro che vieterebbe il consumo di alcol all’aperto, così come altre zone della città, quali piazza Garibaldi. Qui questo regolamento non viene rispettato e non è giusto».
Sabato 28 febbraio, per controllare la situazione, è anche intervenuta la polizia municipale, diretta dalla comandante Annalisa Maritan. Per un fraintendimento, sui social network, si era diffusa la notizia di una presunta minaccia ai danni di un esercente della piazza da parte di un frequentatore della zona intento a bere una bottiglia di birra – avvalorata dalla presenza degli agenti locali – ma in realtà, fortunatamente, c’è stato un fraintendimento e non c’è stata nessuna minaccia, come confermato dal coordinamento dei centri commerciali naturali cittadini. Alcuni esponenti politici avevano perfino espresso solidarietà per le minacce ricevute, ma appunto si trattava di un errore perché non vi sono stati litigi o minacce.
«Noi chiediamo semplicemente che vengano rispettate le regole, che siano quelle municipale o statali – concludono dal coordinamento dei centri commerciali naturali – perché qui, a ogni ora del giorno, nonostante la “zona arancione” ci sono assembramenti di persone, quasi tutte senza mascherina, che prendono da bere ai minimarket e bevono le birre qua davanti, tutte insieme. Non va bene, dovrebbero andare da un’altra parte».
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