Gioco
Dodici mesi con 500 ore di tirocinio in azienda
LIVORNO. «Questo progetto nasce dal territorio ma ha orizzonti molto più ampi, lo attesta l’interesse di imprese provenienti da tutto il territorio nazionale». È il direttore del master Davide Aloini a illustrare i contenuti dell’iniziativa che avrà sede alla Camera di Commercio: lo fa segnalando che il ministero dello sviluppo economico ha riconosciuto l'innovatività del corso «con un finanziamento per borse di studio».
Ieri il via operativo ai corsi con la prima lezione con Claudio Capuano, dirigente dell’Authority. Il percorso dura dodici mesi ed è articolato in sei moduli.
L’ingegner Aloini ha presentato uno per uno i partecipanti al master: «Complessivamente sono 29 gli iscritti, – dice – si aggiungeranno gli allievi uditori che potranno frequentare parzialmente i moduli». Il format del master è suddiviso fra una didattica di 300 ore e un tirocinio in azienda di 500. È da aggiungere che al termine del master sarà possibile avere un colloquio con una delle aziende partner del progetto.
Il master si presenta come «unico nel panorama nazionale» e mette in campo la collaborazione tra l’Università di Pisa, l’Authority, Federmanager e Camera di Commercio ma anche l’interesse di Agenzia Dogane Monopoli, ministero dello sviluppo economico, Assoporti (l’organizzazione delle istituzioni portuali) e Confetra (l’associazione di oltre 30mila imprese della logistica). Obiettivo: dare a neolaureati e professionisti gli strumenti per «realmente innovare il management del settore portuale» cogliendo le opportunità che vengono offerte dalle tecnologie 4.0. Tradotto: provare a costruire nuovi modelli organizzativi e orientamenti strategici anziché limitarsi a subire gli effetti della progressiva automazione del lavoro che sta diventano una delle principali incognite per chi opera sulle banchine. La didattica part time prevista nel fine settimana, quattro ore di lezione il venerdí e otto il sabato, – spiega – offre una formula che mira a «permettere la partecipazione anche a candidati che hanno l’esigenza di conciliare l’attività formativa con impegni professionali». —
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