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Livorno

La spesa anti-solitudine cerca nuovi volontari a Livorno: ecco come candidarsi

Juna Goti
La spesa anti-solitudine cerca nuovi volontari a Livorno: ecco come candidarsi

Unicoop Tirreno e tre associazioni insieme per aiutare chi non può muoversi da casa. Il progetto che abbraccia tutta la costa si chiama “Ausilio per la spesa”

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LIVORNO. Nonna Lina Bettinetti è instancabile: è sua la voce che ogni settimana molte famiglie sentono dall’altra parte della cornetta quando chiamano per ordinare la spesa. Non famiglie qualunque, che possono prendere auto, bus o bici e raggiungere senza problemi le casse con il carrello, ma persone che senza questo servizio gratuito e a chiamata sarebbero in grande difficoltà. Il reddito in questo caso non c’entra, il problema è la difficoltà a spostarsi: anziani soli, disabili, famiglie che convivono con l’handicap grave, ora anche persone sole che devono fare i conti con la quarantena da coronavirus.

Il progetto che abbraccia tutta la costa si chiama “Ausilio per la spesa” e fa parte dei servizi di Unicoop Tirreno da molti anni. Ma da ora in poi la squadra si allarga: ieri Coop e Auser Filo d’Argento hanno firmato un protocollo di intesa che vede anche il coinvolgimento di altre due associazioni, la fondazione Cisom (corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) e In AssociAzione Aps, di Fabrizio Torsi. Insieme i volontari di tutte queste realtà prepareranno e consegneranno la spesa senza costi aggiuntivi a casa di anziani e persone con difficoltà motorie.

«A differenza della classica consegna della spesa a casa, questo è un servizio sociale di cui la cooperativa si fa carico sul piano dei costi», ci tiene subito a sottolineare Maurizio Beltramme, socio del comitato Unicoop Tirreno e referente del progetto. «Abbiamo utenti fissi da anni – riprende – e con la pandemia se ne sono aggiunti di nuovi: telefoniamo, prendiamo l’ordine e consegniamo tutte le settimane. Solo per la città di Livorno parliamo di una cinquantina di utenti, soprattutto ultrasettantacinquenni soli, disabili o persone che hanno in casa parenti con gravi handicap e non hanno nessuno che li può aiutare. Ora grazie a Cismo – viene al punto – possiamo dare un servizio anche alle famiglie in quarantena che hanno problemi oggettivi (per valutare i casi specifici cerchiamo un rapporto con l’Asl). Mentre grazie all’associazione di Torsi, potrà diventare volontario chi a sua volta è portatore di handicap». Questo grazie a mezzi per portare la spesa a domicilio che possono essere guidati anche dai disabili.

A Livorno i sacchi con la spesa partono dalla Coop del Levante, che mette a disposizione anche i locali per fare le chiamate e preparare le buste. «Durante la pandemia – racconta ancora il referente – il servizio è stato sospeso per un periodo per paura. Poi ci siamo inventati un modo per non entrare in contatto con le persone, scambiando tutto con le buste lasciate sul pianerottolo di casa». I volontari a rotazione, soprattutto dell’Auser, fino a oggi sono stati una trentina, ai quali ora si aggiungono una decina di forze fresche delle nuove associazioni. Ma l’appello è affinché altri si facciano avanti.

Non ci sono limiti di età se c’è la voglia di dare una mano, come racconta Lina, 83 anni, volontaria Auser, che di fatto è la voce del progetto dal 2006. «Insieme ad altre due donne – racconta – chiamiamo ogni settimana le famiglie per sapere di cosa hanno bisogno, poi il martedì e mercoledì si consegnano le spese». Spesso c’è più bisogno di sentire una voce amica che di ordinare e pagare il latte o la pasta. «Tanti mi dicono: “Lina come stai, facciamo due chiacchiere”. Parliamo un po’, mi chiamano anche a casa. A volte non serve solo la spesa, ma una parola di conforto». «Nei mesi della pandemia – racconta Bettinetti – qualcuno piangeva al telefono e io con loro. Persone sole in casa o con i figli disabili. Sa, una parola in certi momenti fa bene. Siamo tutti sulla stessa barca. Ormai con qualcuno è nato un rapporto speciale, a Natale mi mandano un regalino per ringraziarmi. È gratificante. Quindi, ragazzi, datevi da fare nel volontariato. E il mio appello va prima ancora alle loro famiglie».

Il servizio consiste in pratica nel preparare la spesa e consegnarla a casa (senza costi aggiuntivi) a chi non può spostarsi. Ma alla base c’è anche qualcosa di più, a cominciare dalla fiducia e da un gesto scaccia-solitudine. Massimo Favilli, direttore soci e comunicazione di Unicoop Tirreno, la dice così: «Ausilio per la spesa è un’iniziativa di solidarietà concreta e collaudata, che funziona bene ed esprime contenuti importanti come la collaborazione con le associazioni di volontariato locali e la promozione della solidarietà verso soggetti più fragili. Risponde alle necessità delle persone anziane, spesso sole, risolve un bisogno reale e crea relazioni. È un progetto semplice, ma proprio dalla semplicità trae la sua forza».

«Ausilio persegue l'obiettivo di vicinanza alle persone fragili che caratterizza l'attività della nostra fondazione», ripetono anche Pier Paolo Sardi e Giovanni Busiello, capiraggruppamento Cisom della Toscana e di Livorno. Mentre Ivano Martelloni, presidente di Auser Filo d’Argento, sottolinea che «facciamo da tanti anni il servizio di Ausilio per la spesa, garantendo a molte persone sole, anziane e in difficoltà, insieme ai beni di prima necessità, momenti di incontro e di compagnia, a volte più importanti della stessa spesa». «Abbiamo iniziato a dare il nostro supporto con estremo piacere», conclude invece Fabrizio Torsi, IN Associazione Aps: «Questo progetto vede al centro la solidarietà e diventa l'occasione per dimostrare che la disabilità può essere una risorsa importante. Le vetture che mettiamo a disposizione sono adattate con particolari dispositivi di guida in modo che l’autista possa essere anche una persona con disabilità fisica». —

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