Gioco
Il rigassificatore punta a fornire il gnl a navi e porti
Ottenuta l’autorizzazione, via ai lavori di trasformazione dell’impianto offshore: pronti all’operatività fra dieci mesi riadattando il lato sinistro della nave-terminale
livorno. Cambia l’identikit del rigassificatore Olt, l’impianto ancorato in mezzo al mare a 22 chilometri al largo delle nostre coste che, con la sua capacità di rigassificazione fino a 3,7 miliardi di metri cubi annui, copre il 5% del fabbisogno nazionale. Finora è servito per trasformare e immettere in rete il gnl che arriva via nave da mezzo mondo, adesso amplia l’utilizzo e diventa un polo di smistamento nel mar Tirreno per l’approvvigionamento di gnl.
È un progetto che Il Tirreno ha già anticipato, ora passa alla concretizzazione: in ottobre è arrivata l’autorizzazione, in questi mesi sono stati acquistati i materiali per la trasformazione (con un investimento di sei milioni di euro), entro breve partiranno i lavori che muteranno il lato sinistro del terminale, spiega la manager Marika Venturi, responsabile delle relazioni istituzionali. L’anticipazione – avverte – è già adesso la pubblicazione del codice di rigassificazione avvenuta in questi giorni: indica le specifiche contrattuali per negoziare con la clientela.
«Il nuovo servizio partirà alla fine di quest’anno», avverte l’amministratore delegato Maurizio Zangrandi: al rigassificatore faranno capo navi metaniere di piccola taglia fino a 120 metri di lunghezza con una capacità di carico media di 7.500 metri cubi in forma liquida. Saranno queste bettoline a rifornire o altre navi o depositi di terra (come quello che sta ultimando in Sardegna un pool di aziende guidato dalla livornese Gas & Heat o come quello ravennate che poi potranno servire sia navi che camion).
Finora il rigassificatore ha ricevuto gnl da Stati Uniti, Algeria, Norvegia, Egitto, Trinidad, Qatar, Nigeria, Guinea, Perù e Camerun: se nel 2018 si è arrivati a 1,19 miliardi, nel 2019 è stata raggiunta la massima capacità autorizzata (3,75 miliardi) e il trend di «elevato utilizzo» si conferma anche nel biennio successivo.
«Quello di Olt – aggiunge l’amministratore delegato Giovanni Giorgi – sarà il primo rigassificatore in grado di erogare servizi di questo tipo in Italia. La nuova attività aggiunge un importante tassello alla logistica energetica, permettendo di completare la filiera che consente l’utilizzo del gnl come combustibile sostenibile e in grado di abbattere le emissioni climalteranti nel trasporto pesante terrestre e in quello marittimo».
Olt è in mano per il 49,1% a Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo (fra le prime dieci società per capitalizzazione di Borsa, oltre 14 miliardi di euro), per il 48,2% appartiene a First Sentier Investors (ex First State Investment), fondo infrastrutturale australiano (con oltre 8 miliardi di euro di capitale) mentre il restante 2,7% è della scandinava Golar Lng, che si occupa di gestione e noleggio di una flotta di metaniere.
Il gnl per le navi è stato presentato da Venturi come lo strumento che le compagnie di navigazione hanno a disposizione, insieme agli “scrubber” (i filtri acchiappasmog) per restare nei limiti delle nuove normative anti-inquinamento: emissioni tagliate dal 3,5% allo 0,5% (e in alcune zone allo 0,1%, fra Mar Baltico e Mare del Nord).
Venturi sottolinea che l’azienda ha fatto richiesta di essere autorizzata a aumentare da 41 a «un centinaio» gli “slot” per caricare navi gasiere. La potenziale clientela? Già adesso, secondo quanto viene riferito, fra Mar Baltico e Mare del Nord «sono già operative due navi con propulsione a gnl mentre nell’area mediterranea si conta sull’ingresso di una dozzina di love boat entro qualche anno. Una nave da crociera – è stato sottolineato – ha bisogno di rifornirsi di un quantitativo di gnl pari a 2.500 metri cubi ogni due settimane.
Dal quartier generale di Olt si mette in evidenza il gnl come l’elemento-chiave della fase di transizione da qui alla metà del secolo con l’arrivo verso il 2050 dei futuri combustibili ad emissioni zero di anidride carbonica come l’idrogeno. Le aspettative di crescita di questo segmento di mercato – il polo di rifornimento di gas naturale liquefatto da smistare mediante bettoline – sono rilevanti: nonostante l’effetto della pandemia sui mercati nel corso del 2020, il settore ha messo a segno nel nostro Paese un balzo del 26%. Non basta: i distributori di gnl per camion erano appena sei cinque anni fa, se ne contavano 94 alla fine del dicembre scorso, dunque moltiplicati per 15 in un quadriennio, facendo dell’Italia il battistrada su scala europea per la distribuzione di gnl.–
M.Z.
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