Il Tirreno

Livorno

«Il nuovo incontro? Una presa in giro». La rivolta di Borgo Cappuccini contro l’area pedonale

Juna Goti
«Il nuovo incontro? Una presa in giro». La rivolta di Borgo Cappuccini contro l’area pedonale

Il Comune annuncia un confronto sul futuro della strada  Residenti e negozianti: «Non ci saremo, hanno già deciso»

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LIVORNO. La protesta si è riaccesa quando due giorni fa, ai portoni di Borgo Cappuccini, sono stati attaccati con il nastro adesivo alcuni cartelli che portano il logo del Comune e che annunciano che il 23 febbraio, quindi domani, il sindaco e gli assessori al commercio e alla mobilità «incontreranno i cittadini per discutere dei progetti e ascoltare le proposte per l’eventuale riqualificazione dell’ultimo tratto di Borgo». Incontro aperto in circoscrizione 2 a una quindicina di persone, causa norme anti-covid: gli altri, se lo vorranno, potranno seguire via streaming. Apriti cielo: quando hanno visto i cartelli, i residenti e i commercianti riuniti nel comitato contro la pedonalizzazione di Borgo – sperimentata la scorsa estate tutte le sere tra i Quattro Canti e piazza Giovine Italia – hanno riacceso una protesta che si trascina da mesi e che è da poco sfociata in una distesa di lenzuoli alle finestre con la scritta “no ped”. Annunciando così che «no, questa volta diserteremo l’incontro perché non è serio». «La nostra intenzione – ripete uno dei sostenitori del comitato, Daniele Tosca – è di costruire un dialogo aperto, pubblico e corretto con le istituzioni, ma dopo un anno che facciamo avanti e indietro in Comune e in questura per risolvere la situazione, questo incontro rischia di essere solo una presa in giro».

Il perché si legge nella lettera che porta la firma del comitato “Borgo aperta e vera”, che riunisce un nutrito gruppo di residenti e di esercenti, non i ristoratori della zona che sono invece favorevoli alla chiusura della strada che è stata sperimentata in estate e che potrebbe diventare definitiva. «L’assessora Giovanna Cepparello – si legge – aveva promesso all’inizio della sperimentazione della pedonalizzazione dell’estate 2020, che in caso di pareri contrari, il Comune avrebbe fatto un passo indietro. Lasciando per un attimo da parte il breve tempo concesso per organizzare la presenza, ci domandiamo come mai, dopo un anno intero di proteste e di incontri con sindaco e assessori vari, ancora non sia chiara all’amministrazione la palese contrarietà dei cittadini alla pedonalizzazione di Borgo».

«Tante parole e tante promesse – continua la nota – ma alla fine da quegli incontri è emersa solo la raccomandazione di portare pazienza. Abbiamo sopportato con sacrificio la sperimentazione per aiutare la ristorazione. Oggi è palese che la crisi economica ha investito quasi tutte le altre attività commerciali e professionali. Ci chiediamo – è la chiosa – come si sentono i ristoratori della città davanti a un provvedimento che aiuta poche e ben individuabili attività». Il punto è però che «adesso di nuovo il Comune, come riportato nel Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), vuole rendere la pedonalizzazione definitiva e H24» e «così facendo il sindaco condanna commercianti non della ristorazione e tanti residenti a doversi trasferirsi». I primi, secondo il comitato, «perché non possono lavorare in una strada chiusa, senza passaggio di furgoni e con problemi logistici per i clienti», i secondi perché «non riuscirebbero a sopportare di nuovo (e definitivamente) il caos, la musica ad alto volume e gli assembramenti fuori controllo di tutte le notti vissute nella fase di sperimentazione». «Sa come è andata a finire d’estate? – ripete Tosca – Che dal lunedì al giovedì la strada era deserta con l’impossibilità di parcheggiare, mentre nel finesettimana era il caos. Perché invece non organizzare feste di quartiere in qualche finesettimana? Saremmo d’accordo».

Il comitato, che ha già raccolto 500 firme, è deluso: «Questa uscita di un ennesimo incontro ci sembra solo il pretesto per avallare progetti già decisi». «Se davvero si vuole un dialogo pubblico – è la conclusione – ci sentiamo di apprezzare la proposta avanzata a ottobre dal consigliere comunale Alessandro Perini (Lega) di una audizione pubblica in una commissione consiliare. Altrimenti di incontri e chiacchiere senza utilità ne abbiamo fatti anche troppi». —

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