Gioco
La musica dal vivo sta soffrendo Il promoter Zannotti «Il silenzio ci uccide»
Niente concerti e anche a Livorno c’è un mondo di professionisti che non sa più come tirare avanti
Dario Serpan
LIVORNO. Il grido di aiuto della musica dal vivo. Non sono i decibel sparati dalle casse, non le voci e gli strumenti che suonano sui palchi, perché là sopra tutto tace e i locali, come i palazzetti, i teatri, gli auditorium e i circoli sono chiusi. Niente concerti significa non solo niente offerta per il pubblico, ma anche niente lavoro per chi, a vario titolo, di musica campa, o comunque ne fa una parte del proprio reddito. E allora, siccome il tempo passa e non si vede la luce in fondo al tunnel, a Livorno come in Toscana si alza la protesta di chi chiede più ascolto e, soprattutto, una strada da tracciare per ripartire. Oltre cento live club in tutta Italia hanno aderito alla campagna nazionale chiamata #ultimoconcerto e promossa da KeepOn Live, Arci e Assomusica, con la collaborazione di Live DMA. C’è anche il The Cage e pure il coordinamento La Musica Che Gira ha aderito. Ne fa parte il livornese Luca Zannotti, che dice: «La campagna #ultimoconcerto – dice - è un urlo disperato di un settore che sta cercando di sensibilizzare politica e opinione pubblica sul silenzio che il nostro settore sta ricevendo». Invece Promoter per la Toscana, coordinamento dei produttori e distributori di musica dal vivo, bussa alle porte della Regione Toscana. «Abbiamo chiesto alla Quinta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Cristina Giachi – continua Zannotti -, la nascita di un tavolo permanente per trasmettere alla commissione quelle specificità che talvolta collocano il nostro settore fuori dall’ordinario, e per ottimizzare le misure di ristoro e aumentare la platea di tutti noi aventi diritto, oltre a ottenere un più significativo riconoscimento dell’impresa culturale attiva nella musica dal vivo all’interno dei regolamenti regionali». Luca Zannotti è membro fondatore e tra i portavoce del coordinamento, nonché titolare dell’agenzia di concerti Musiche Metropolitane e, come rappresentante di PIU - Promoter Indipendenti Uniti, è anche fra i delegati del Tavolo Permanente della Musica e del Cinema del Mibact, con 95 sigle di categoria. Promoter per la Toscana è, tecnicamente, un comitato di scopo nato a novembre 2020 che include gli organizzatori di concerti e i rappresentanti dei più rilevanti festival, auditorium, club e agenzie di booking della regione. E quindi Lucca Summer Festival, Pistoia Blues, Firenze Rocks, Mengo Music Fest, ma anche Mandela e Modigliani Forum, Tuscany Hall, le agenzie Musiche Metropolitane, Locusta, e poi i club come The Cage, Lumiere, Barlume, Sonar, Flog e tanti altri.
A cosa si punta con l’apertura di un tavolo permanente? «Per resempio – replica Zannotti - a definire i criteri per accedere ai finanziamenti nei prossimi bandi. Il 21 gennaio, infatti, ne è stato pubblicato uno a sportello con la formula del click day che richiedeva almeno un lavoratore ULA e l’iscrizione da almeno tre anni alla Camera di Commercio. Ma così si escludono, ad esempio, le associazioni, che rappresentano una componente significativa nella gestione dei live club. Il presidente della Regione Toscana Giani – prosegue Zannotti – ci ha rassicurato promettendoci una variazione di bilancio per assicurare, nella seconda parte dell’anno, i ristori a quelle imprese che pur avendone diritto, saranno rimaste escluse inevitabilmente dal click day».E l’altra cosa che chiedete qual è? «Una riforma dei regolamenti regionali per il settore della musica dal vivo, mediante un tavolo di consultazione che accompagni il percorso legislativo di Commissione e del Consiglio regionale. In questo senso ci mettiamo a disposizione fin da subito. Invitiamo a elaborare una proposta per una revisione del sistema, e dei criteri per l’accesso ai ristori regionali, oltre a vederli estesi anche a chi, aziende e partite iva, abbiano subito un significativo calo dei fatturati».
Un esperimento fatto a Barcellona con 463 volontari dentro un locale con impianti di ventilazione a norma, misure per evitare code e persone insieme per 5 ore con mascherina ma senza distanziamento (tutte monitorate con tamponi rapidi prima e dopo l’esperimento) ha portato questo risultato: nessuno ha contratto il Covid-19.
Si può quindi provare a ripartire con gli eventi? «Questo studio – afferma Luca Zannotti – dimostra che partecipare a dei concerti con le adeguate misure di sicurezza non è pericoloso. Noi siamo per il rispetto delle regole e dei protocolli, ma abbiamo bisogno di ricominciare. Ci sono colleghi che stanno cambiando lavoro, la situazione è drammatica. Osservando la massima attenzione, applicando le misure di sicurezza e sfruttando gli enormi investimenti fatti in questo senso per assolvere alle richieste dei Dpcm in fatto di distanziamento e sanificazione chiediamo una progressiva riapertura delle nostre attività, perché la cultura è un bene primario. E la musica è cultura, produce occupazione, ricadute economiche sui territori. Stiamo perdendo un segmento occupazionale intero. La sicurezza nessuno la mette in dubbio, ma vogliamo essere trattati come gli altri». —
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