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Livorno in ansia per Loris Rispoli È grave dopo tre arresti cardiaci
Il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del Moby Prince, soccorso dai volontari Svs, è ancora ricoverato in Rianimazione
LIVORNO. Era andato a casa dei genitori per riparare una perdita d’acqua. «Poi, mentre stava lavorando, ha perso conoscenza», racconta la madre, Edda Pellegrini. Tutta la città sta facendo il tifo per Loris Rispoli, 64 anni, il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del Moby Prince che lunedì scorso, attorno alle 21.30, ha avuto un malore (forse un infarto) mentre si trovava nell’abitazione dove è cresciuto, in via della Vecchia Casina, per aiutare mamma Edda e il babbo Pasquale Rispoli. Un improvviso e forte dolore al petto, preceduto da alcuni fastidi che aveva avvertito anche durante il tragitto a piedi da casa sua. Poi l’arresto cardiaco.
Grazie all’immediato arrivo dell’ambulanza, con il medico a bordo, della Svs di via San Giovanni Rispoli è arrivato vivo al pronto soccorso, dopo essere stato rianimato per ben tre volte con il “Lucas”, il massaggiatore automatico da diecimila euro in dotazione sul mezzo d’emergenza della Pubblica assistenza.
Tutta la città, adesso, sta facendo il tifo per lui. Proprio alla vigilia del trentesimo anniversario del disastro del Moby Prince, Rispoli deve vincere la sua battaglia. «Forza guerriero». In migliaia, ieri, gli hanno scritto sulla sua pagina Facebook. Dopo essere stato trasferito in emodinamica, ora il sessantaquattrenne sta lottando in rianimazione. Livorno – e come poteva essere altrimenti – è con lui. Speranzosa di buone notizie. Dopo l’iniziale massima gravità delle sue condizioni, ieri il quadro clinica sembrava migliorare. —
S. Tag.
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