Gioco
Contro il diabete in gravidanza l’aiuto di chi ci è già passata
Il primario Di Cianni: «Colpisce 130 mamme ogni anno senza dieta e controlli rischiano di sviluppare la malattia»
Giulio Corsi
LIVORNO. Ogni anno a Livorno 130 donne in dolce attesa sviluppano il diabete gestazionale.
Si tratta di una malattia che in genere scompare dopo il parto, ma che – oltre ad aumentare il rischio di sviluppare problemi di salute al feto durante la gravidanza – aumenta del 30% la possibilità della neomamma di avere il diabete di tipo 2 negli anni successivi alla nascita del bambino.
«Il rischio di sviluppare questi problemi può essere ridotto se la diagnosi di diabete è precoce e se la malattia viene gestita in modo adeguato», spiega il primario del reparto di Diabetologia Graziano Di Cianni.
È per questo che è stato lanciato all’ospedale di Livorno un progetto innovativo di formazione e supporto alle mamme con diabete gestazionale fatto da altre mamme che in passato hanno vissuto la stessa esperienza nella logica della cosiddetta peer education ovvero educazione tra pari (ti insegna qualcuno che ci è già passato).
«Livorno ha partecipato e vinto il bando promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute – spiega Di Cianni –. Abbiamo consegnato 14 tablet che serviranno per aprire canali di comunicazione fra le mamme “tutor”, che sono state formate, e quelle attualmente in gravidanza con diabete. L’idea è che tra mamme ci possa essere non solo un sostegno, ma anche un canale di informazione più diretto».
Il progetto è seguito dalla dottoressa Roberta Vittoria Cicero.
Sul tablet è stata istallata anche una app con consigli su alimentazione e stili di vita. Quando una mamma diventa tutor e prende in carico una futura mamma con diabete, il passaggio avviene in collaborazione con diabetologo, dietista e ostetrica.
«Il supporto delle tutor è soprattutto relativo alla dieta e al rispetto del controllo post partum – continua il primario –: chi ha il diabete gestazionale deve fare l’esame dopo 3 mesi dal parto, che quasi sempre è nella norma, ma nonostante questo rischia di sviluppare il diabete di tipo 2 negli anni successivi. Con una dieta corretta, attività fisica e controlli periodici si riesce ad evitare la malattia».
«Chiaramente – aggiunge Di Cianni – questo non sostituisce il medico, ma rappresenta un supporto importante anche dal punto di vista psicologico: il racconto di una mamma che ha avuto il diabete, poi ha partorito e sta bene rappresenta il modo migliore per aiutare altre mamme. Devo dire che Livorno ha risposto alla grande e sono tante le donne che hanno accettato di fare le tutor».
Questi i loro nomi: Samantha Di Paola, Francesca Mosconi, Rachele Testagrossa, Greta Testagrossa, Ilaria Barsacchi, Sara Biagini, Ilaria Donati, Jessica Finocchio, Lisa Ingrasci, Elena Saftich, Marilena Paolantoni, Caterina Piccioli, Valentina Taddei e Veronica Fantozzi. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
