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Livorno

Riapre la palestra ribelle «Basta, vogliamo lavorare»

Stefano Taglione
Riapre la palestra ribelle «Basta, vogliamo lavorare»

La GimFive riprende la protesta contro il Governo, ma i clienti non arrivano Ieri il primo controllo, per ora nessuna multa: «Ufficialmente stavano pulendo» 

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Stefano Taglione

livorno. Il primo accenno di protesta, meno di un mese fa, per loro non era finito nel migliore dei modi. Perché dopo la riapertura contro il decreto del Governo, nonostante i proclami iniziali, la GimFive lo scorso 20 gennaio aveva dovuto chiudere: «Il questore di Livorno, Lorenzo Suraci, ha terrorizzato i nostri clienti dicendo che li avrebbe multati uno per uno, a queste condizioni non possiamo rimanere aperti», si erano giustificati dalla catena emiliana.

È ripresa dopo una pausa di 26 giorni la protesta della GimFive, la palestra di via Mario Magnozzi, nel quartiere di San Marco, che ieri mattina ha riaperto sfidando la prefettura e le forze dell’ordine, dato che ancora a causa della pandemia non è consentita l’attività non agonistica al chiuso, ma solo individualmente all’aperto.

La protesta è scattata nel primo giorno feriale di “zona arancione”, proprio mentre in Toscana hanno chiuso anche i musei. «Vogliamo lavorare, lo facciamo per noi e per le nostre famiglie – dice il responsabile per la comunicazione della catena, Federico Milieni – e dopo esserci presi una pausa a Pontedera, strutture che chiude solo momentaneamente, ora come nel calcio facciamo turn over e riprendiamo da Livorno. Concentriamo tutte le nostre energie nel quartiere di San Marco. Se ci faranno i controlli? Accoglieremo le forze dell’ordine, con educazione, rispetto e con un sorriso. Le sanzioni amministrative non ci fanno paura e il nostro pool di avvocati è già al lavoro per contestarle».

Il Tirreno – che ieri mattina si è recato nella palestra per controllare la veridicità dell’annuncio apparso sulla pagina Facebook della GimFive – conferma la riapertura, con le due collaboratrici e personal trainer che hanno effettivamente pulito e reso accessibile l’open space di via Magnozzi: «Abbiamo riaperto – confermano – e speriamo che le forze dell’ordine non tornino per farci le sanzioni». La risposta della polizia, in realtà, non si è fatta attendere. Nel primo pomeriggio, dopo che Il Tirreno aveva pubblicato la notizia sul web della riapertura, è tornata a controllare la situazione con la polizia amministrativa, guidata dal dirigente Domenico Sannino. Gli agenti, all’interno, non hanno trovato alcun cliente. La cosa più importante, per le autorità, ai fini della prevenzione dei contagi. E per il momento non è scattata alcuna sanzione, dato che anche stavolta i dipendenti si sarebbero giustificati dicendo che stavano pulendo. I controlli delle forze dell’ordine saranno comunque giornalieri, sia di mattina che di pomeriggio. Certamente, se ogni volta la struttura verrà trovata aperta, difficilmente potrà essere dichiarata la stessa cosa, ovvero: «Siamo qui solo per pulire». —

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