Il Tirreno

Livorno

Per il film “Pinocchio” c'è aria di Oscar grazie al trucco firmato dalla livornese Dalia Colli

Cristiana Grasso
Per il film “Pinocchio” c'è aria di Oscar grazie al trucco firmato dalla livornese Dalia Colli

Il film di Garrone a cui ha lavorato l’artista è entrato in una prima selezione nella categoria make-up. «È ancora presto, per ora si tratta solo di una prima lista che comprende molti film, vedremo»

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LIVORNO Il profumo di Oscar arriva fino a Livorno. Il “Pinocchio” di Matteo Garrone è infatti stato selezionato nella short-list, la preselezione in vista degli Oscar, per la categoria trucco e acconciature. A truccare gli attori del film di Garrone è stata proprio la livornese Dalia Colli, già pluripremiata grazie ad altri film di Garrone compreso lo stesso Pinocchio con una sfilza di statuette di David di Donatello. Le candidature estratte dalla shortlist saranno annunciate il 15 marzo e le statuette saranno attribuite il 25 aprile, in ritardo di due mesi a causa della pandemia da Covid.

Ovviamente grande la soddisfazione dell’artista livornese anche se non vuole farsi troppe illusioni: «È ancora presto, per ora si tratta solo di una prima lista che comprende molti film, vedremo».

Intanto resta la felicità per i tre David di Donatello portati a casa . Quello conquistato meno di un anno fa grazie a “Pinocchio” appunto, un film in cui Dalia ha dovuto creare volti da fiaba, trasformando gli attori Roberto Benigni compreso. E poi le statuette vinte con “Dogman” nel 2019 e con “Reality” nel 2013. E non solo David ma anche molti altri riconoscimenti hanno illuminato una carriera iniziata assai giovane. Colli ha infatti solo 44 anni ed è la a truccatrice livornese che tutto il mondo conosce. Di successo in successo ha cavalcato lo scorso decennio con passione e con un grande talento e ora il suo nome sta facendo il giro del pianeta dalla short list degli Oscar. Del resto l’accoppiata Colli-Garrone sembra ormai cementata. Ma com’è lavorare sul set di un regista importante come Garrone? «Nel 2007 – spiegava Dalia vincendo l’ennesimo David il film “Gomorra”. Lavorare con lui è molto impegnativo. Garrone è un professionista, una persona molto meticolosa, attenta ai dettagli. Si tratta, comunque, di un lavoro molto emozionale, sia a livello professionale, che a livello umano».

Pure “Pinocchio”, oltre al riconoscimento per i “miracoli” di Dalia Colli, si è già portato a casa un bel po’ di premi. «Un bellissimo film – raccontava Dalia – monumentale, scenografie maestose e ingegnose. E per quanto riguarda il mio lavoro, che ho svolto in tandem con un mago degli effetti speciali come Mark Coulier, una vera sfida: trasformare un bambino in un burattino». Non per niente il piccolo protagonista si è sottoposto per quasi dieci ore al giorno a sedute di trucco, perché su di lui c’era da “costruire” questo Pinocchio, «ed è stato ammirevole, paziente, bravissimo». Certo ogni titolo, ogni storia, ogni lavorazione è un’avventura meravigliosa. E anche la fiaba di Collodi riportata sugli schermi da Garrone ha regalato cose nuove. «È bello lavorare con i bambini, c’era una bella atmosfera. Mastro Geppetto Benigni? Molto simpatico, non lo conoscevo, davvero in gamba, grande personaggio».

Tutti comunque sono passati per le sue mani, per esempio le due fatine turchine, il gatto e la volpe, con tanto di musino e unghioli, insomma un capolavoro di metamorfosi.Ora questa favola così toscana, dalle origini alla sua nuova trasposizione cinemtografica, guarda oltreoceano. E tra gli italianissimi David potrebbe apparire un americanisimo e prestigioso Oscar. —

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