Gioco
Il maestro Antonio Vinciguerra e i suoi 84 anni scolpiti nell’arte
Livorno festeggia il maestro che, oltre ad essere conosciuto in tutto il mondo ha impreziosito con molte delle sue opere più belle tanti luoghi della città
LIVORNO.Il 12 febbraio 1937 nasceva a Livorno Antonio Vinciguerra, poliedrico artista che domani compie 84 anni, e nella cui testa non è mai sfiorato il pensiero di ritirarsi dall’attività, portando avanti giorno per giorno un continuo esercizio artistico e - a dispetto dell’età - innovando continuamente la sua sperimentazione.
Il maestro Antonio Vinciguerra è artista celebre, con una lunga carriera costellata di riconoscimenti, partecipazioni a numerose esposizioni tra l’Europa e l’America, nonché incontri con grandi personaggi, quali papi, politici, intellettuali; non lontano è il suo incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella in occasione dell’inaugurazione del busto a Carlo Azeglio Ciampi al Goldoni. Vinciguerra può, a giusta ragione, essere aggiunto al novero dei celebri artisti labronici, di cui ha rinverdito la tradizione col suo personalissimo contributo.
Inoltre, si può fregiare anche di un altro titolo di merito: quello di essere l’artista che più ha operato negli spazi pubblici livornesi, dal Dopoguerra ad oggi - ma non mi stupirei, se andando alla conta si scoprisse, anche più attivo di mostri sacri come Giuseppe Maria Terreni, Tommaso Gazzarini, Enrico Pollastrini e Plinio Nomellini -. Con la sua attività e lungimiranti committenti, di quelli che son quasi estinti, Vinciguerra ha rimpolpato e in parte risarcito un patrimonio artistico ferito dalla guerra, operando tra chiese, piazze e palazzi pubblici. Nel 1983 realizza la sua prima opera pubblica a Livorno: un bassorilievo in bronzo posto sulla Porta San Marco, per commemorare il centenario della Resistenza contro l’invasione austriaca; due anni più tardi opera nella spoglia chiesa di San Jacopo, realizzando una splendida porta bronza (oggi sciaguratamente ricollocata all’interno) e delle pale d’altare, memori di certe figure di Picasso. Altre sue opere si trovano in numerose chiese livornesi: In Santa Lucia ad Antignano lascia un bassorilievo bronzeo con L’ultima cena; nella chiesa nuova di Banditella si trovano la via Crucis e dei dipinti; realizza il monumento di bronzo in onore di papa Giovanni Paolo II nella piazza del Santuario di Montenero, la porta centrale del Duomo, e un dipinto di San Franceso nella Chiesa della Trinità.
A questo corpus dal tema sacro si aggiungono i molti interventi in edifici pubblici istituzionali: nella sede dell’Istituto Mascagni, nello storico Palazzo A. Gherardesca e nell’ex sede dell’asilo Grabau. Vanno citati inoltre il monumento in bronzo in memoria delle dieci medaglie d’oro al valore militare nei pressi del Palazzo della Provincia, il busto in memoria di Gaetano D’Alesio e il monumento dedicato al tema del lavoro per l’Interporto Toscano.
Lo scorso anno ha fatto molto parlare di sé per “ Inveni portum dedicato al dramma di migranti La a sagoma di una prua fragile di legno che solca un mare nero – posta nei mesi scorsi anche davanti al Palazzo dei Portuali nella nostra città grazie alla collaborazione con l’Anppia – come simbolo delle sofferenze dei migranti in cerca di fortuna al di qua del Mediterraneo. ACon una ipotesi di installazione in place Madeleine a Parigi. L’associazione culturale Anastasis‘Art ha richiesto di ospitare la “prua salvifica” alla città di La Ciotat come ultimo percorso. «L’idea della “Inveni Portum” – spiegò il giorno dell’inaugurazione - naviga memore della cultura e del mondo primigenio della grande madre mediterranea, evocandone il mito di personaggi quali Iside, Demetra, Cibele ecc. radicati a fenomeni vitali, trasmessi e incarnati a quei popoli che abitano le sponde di quel mare». —
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