Gioco
«L’aumento dei contagi non è colpa nostra ma paghiamo solo noi»
Manola Tacchini, titolare dei Sapori della Terra, in via Fiume, è sul piede di guerra. «Vorrei non parlare – esordisce –, potrei essere troppo pesante. Mi sembra un film di fantascienza. Ci sono troppe cose che non tornano, compresa la costante paura mediatica, che crea tanta confusione». Zona arancione nell’aria. «Mi aspettavo – prosegue – che a San Valentino ci facessero chiudere. Ma non è colpa nostra se i contagi si alzano, e nemmeno di altri. Dobbiamo conviverci. E lo dice una che ha perso cinque familiari per il virus». Una pagina nera. «Non so se riesco a uscirne questa volta. Avevo già pieno per domenica, potevo tirare un sospiro di sollievo, invece tutto è di nuovo in discussione. Ma chi decide si rende conto che dietro di noi c’è un organizzazione paurosa. Facciamo spesa settimana per settimana, viviamo alla giornata. Difficile per noi, e non mi immagino cosa possa essere per chi ha il ristorante grande». Una vicenda estenuante. «L’ho appreso in mattinata, una doccia fredda. L’asporto non è la stessa cosa, specie per noi che siamo assai scrupolosi. Stanno abusando della nostra pazienza. Capisco tutto, dispiace anche, ma la vita va avanti e noi per vivere dobbiamo lavorare». Poche entrate in risposta alle spese, sempre numerose. «Qui da pagare arriva tutto, a cominciare dall’affitto: non hanno alleggerito nulla. E non riguarda solo noi: siamo vicini a una palestra, che forse non sarà in grado di poter riaprire. E per noi quelli erano clienti importanti. Un domino vero e proprio, cade un pezzo, cade anche il successivo». —
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