Il Tirreno

Livorno

il presidio unitario 

I sindacati ricevuti da D’Attilio «Piano casa e niente sfratti»

Matteo Scardigli

Unione Inquilini, Sunia Cgil,  Sicet, Uniat e Asia  riuniti insieme davanti al palazzo del governo snocciolano i numeri

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livorno. L'emergenza sfratti ieri è tornata in prefettura, portata da Unione Inquilini, Sunia Cgil, Sicet, Uniat e Asia, riuniti in un presidio unitario (che fa il paio con quello nazionale in piazza Montecitorio) per chiedere un piano casa in grado di affrontare una situazione che – spiegano – si preannuncia «preoccupante». Messe da parte le rispettive posizioni circa i prefabbricati acquistati dal Comune, gli organizzatori costruiscono la manifestazione su una base comune: ottenere la conferma e l'estensione al 31 giugno del blocco degli sfratti per morosità incolpevole, e allo stesso tempo alzare il numero degli alloggi a disposizione privilegiando il recupero del patrimonio immobiliare esistente. «Oggi il 40 per cento degli affittuari è moroso incolpevole. Oggi (ieri per chi legge, ndc) la commissione affari costituzionali e bilancio doveva prolungare il blocco, ma la commissione è slittata e nel frattempo sono stati presentati degli emendamenti per ripristinare gli sfratti», spiega Paolo Gangemi (Ui). Ecco perché, sostiene Patrizia Villa (Sunia Cgil), bisogna che «il decreto Milleproroghe (che contiene il blocco, ndc) diventi legge, perché le amministrazioni locali non sono pronte all'emergenza e hanno bisogno di tempo per prepararsi». I numeri degli organizzatori parlano chiaro. Nella provincia di Livorno il rapporto fra alloggi popolari e famiglie residenti si attesta al 18,2 percento, ben al di sopra della media regionale: di tetti a disposizione, insomma, ce ne sono in abbondanza. I sindacati portano a esempio gli appartamenti sfitti di proprietà Inps, stimati in 62 unità e in attesa di valutazione, e la legge di Bilancio permetterebbe agli enti locali di darli via per cifre fino al 30 percento del loro valore. A ciò bisogna poi aggiungere il dato sui contributi per l'affitto, cartina di tornasole della difficoltà delle famiglie: il Comune è passato da 1.059 domande nel 2019 a 1.394 del 2020. L'obiettivo, ribadisce Giovanni Ceraolo (Asia), è quello di «creare un circolo virtuoso, tracciato con la liberazione degli stabili di via Ernesto Rossi e dell'ex convitto nautico in via Battisti e che proseguirà entro giugno con la torre della Cigna. Se non si prosegue facendo prevenzione nessuno si lamenti se poi la gente occupa». E Geremia Merlone (Sicet): «Serve un piano casa come a Firenze, con ristrutturazioni e recupero o anche autorecupero delle case popolari e solo in seconda battuta con i prefabbricati. Se necessario bisogna ricorrere all'aiuto dei privati».

Il prefetto Paolo D'Attilio ha infine accolto nel suo ufficio tre rappresentanti dei sindacati, che hanno inviato Gangemi, Villa e Roberto Vivaldi (Uniat). I tre dichiarano di aver incassato la disponibilità del prefetto sulle loro istanze, compresa la sollecitazione alla firma del protocollo per la sospensione degli sfratti già raggiunta con il suo predecessore. —

Matteo Scardigli

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