Il Tirreno

Livorno

«No ai prefabbricati per gli sfrattati». E occupano il palazzo vuoto dell’Inps nel centro di Livorno

Matteo Scardigli
«No ai prefabbricati per gli sfrattati». E occupano il palazzo vuoto dell’Inps nel centro di Livorno

Manifestazione simbolica del sindacato Asia Usb: «Tra pochi mesi in città scoppierà una bomba sociale. Ecco cosa bisogna fare»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO.  Bandiere, Digos, fumogeni, polizia, striscioni e vigili del fuoco. Momenti di tensione sabato mattina in via della Posta, nel tratto della traversa che unisce piazza del Municipio a via della Madonna passando accanto alla Provincia, a causa di una manifestazione organizzata dal sindacato Asia Usb per richiamare l’attenzione sulla “bomba sociale” che minaccia Livorno: la prossima scadenza del blocco degli sfratti per morosità incolpevole e la conseguente possibilità di far finire centinaia di persone in mezzo a una strada.

«Dal prossimo mese sarà crisi abitativa, aggravata anche dai possibili sgomberi della Cigna e di Mauro Gordato», avverte Giovanni Ceraolo, che poi spiega: «Per far sparire gli “indesiderati” dalla vista dei benpensanti il Comune vuole comprare dei moduli prefabbricati che rischiano di diventare come le baracche-ghetto del dopoguerra, scegliendo la via più semplice che vuol dire abbandono del patrimonio pubblico, piuttosto che ristrutturare e riaprire circa 150 alloggi sfitti già disponibili».

E il compagno di lotta sindacale Gianfranco Barba chiarisce: «Avevamo firmato anche noi l’accordo in favore dei prefabbricati, intesi però come ultima soluzione. La scorsa primavera – aggiunge – ci eravamo impegnati per liberare un altro immobile pubblico, consegnando la struttura dell’Asl in via Ernesto Rossi, ma in otto mesi non si è ancora visto un progetto per la riqualificazione».

Le forze dell’ordine e i soccorritori sarebbero stati allertati da una residente della zona, preoccupata dal grigio denso che sprigionava nell’aria dall’ultimo piano dello stabile al civico 12, di proprietà dell’Inps (la targa all’ingresso recita ancora Inpdai, Istituto nazionale previdenza per i dirigenti di aziende industriali), causato in realtà da alcuni fumogeni accesi dai manifestanti. Gli agenti hanno chiarito poi con i sindacalisti la natura simbolica dell’occupazione raccogliendo anche la versione del guardiano del palazzo, e in circa un’ora la situazione è tornata alla tranquillità. Lo stabile di via della Posta era arrivato all’attenzione di Asia Usb dopo che, un anno fa, una coppia di anziani invalidi aveva denunciato spese condominiali troppo alte per il proprio reddito.

Solo con il picchetto di protesta che ne scaturì il sindacato si accorse che i due erano gli ultimi inquilini del palazzo, rimasto poi vuoto dopo che alla coppia fu trovata una nuova sistemazione. Lo stato di abbandono della struttura è evidente dalla muffa che è arrivata a ricoprire anche le pareti esterne, così come all’interno sarebbero numerosi i lavori da effettuare per rendere agibili gli ambienti, abitabili in quanto predisposti con allacci alle utenze e servizi igienici. «Questo non è certo l’unico immobile che potrebbe servire per risolvere l’emergenza abitativa. A Livorno ci sono circa 220 case popolari da poter assegnare, oltre 60 alloggi pubblici disponibili di cui proprio Il Tirreno ha scritto in un recente articolo, e secondo l’ultimo censimento del Comune più di 4.000 appartamenti privati», elenca Ceraolo, che infine ammonisce: «In questa città sono state sempre adottate soluzioni per favorire gli interessi dei palazzinari. A questo punto è meglio fare una requisizione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web