Il Tirreno

Livorno

Si chiama "Tanacchi", a Livorno nasce la bottega dei talenti della cardiologa creativa

Cristiana Grasso
Si chiama "Tanacchi", a Livorno nasce la bottega dei talenti della cardiologa creativa

L'esposizione raccoglie le opere di un bel gruppo di eccellenze livornesi. In mostra e in vendita dai gioielli ai quadri agli oggetti d’arredamento

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LIVORNO. Da Guerre Stellari che si combattono sul mobiletto un tempo anonimo e triste, recuperato e ristrutturat, e ripensato ai classici dipinti in stile macchiaiolo, dai pupazzetti in poseidonia agli eleganti copritavola dipinti con i colori dei sogni. E poi i pesci di legno, le borse all’uncinetto, la collezione che riproduce foto e immagini livornesi, da Modigliani alla Terrazza. È qui, i questi due locali in piazza Luigi Orlando, un po’ negozio, un po’ galleria, un po’ (quando l’emergenza covid lo permetterà) luogo di incontro e approfondimento, che la Livorno dell’arte e dell’artigianato si ritrova da ieri. È infatti stato inaugurato “Tanacchi”, nato da un’idea di Margherita Dalle Vacche, cardiologa, editrice, artista anche lei, un vulcano di idee che quando ancora Internet non era così di tutti si inventò “Mani di strega” sito dove condividere pensieri e iniziative con le donne. Ora eccola al timone di “Tanacchi”... Ossia? «Tanacchi è un termine affettuoso, non so se inventato o reale, che usiamo in famiglia per indicare tutti quegli oggetti che girano per casa senza una collocazione precisa, ma che non potrebbero essere altrove… mi è sempre piaciuto il suono della parola, una parola quasi senza senso ma musicale a modo suo, che richiama i balocchi, i tarocchi, ma anche qualcosa di orientale e quasi di magico… “d’arte e di mare” invece non credo necessiti di troppe spiegazioni, siamo a Livorno, vicino al mare, e questo dice già tutto, ma se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, guardi il nostro logo, qui troverà tutte le spiegazioni».

Gli espositori sono già una ventina «e spero se ne aggiungano altri». Margherita è felice di questa sua nuova creatura: «Era da un po’ di tempo che mi ero presa una pausa di riflessione, ora avevo voglia di tornare alle mie passioni». L’arte appunto, intesa anche come artigianato e Livorno. «Perché l’idea è quella di creare un luogo dove chi magari non conosce tutte le potenzialità creative di questa città possa trovare oggetti da ammirare e anche da comprare, di tutti i prezzi, per tutti i gusti. Uniti da una caratteristica, essere frutto di quel talento livornese che troppe volte non vogliamo riconoscerci».

Certo il momento non è dei migliori: «Ho deciso di scommettere sul futuro! E nonostante i tanti sguardi perplessi e i commenti stupiti la voglia di guardare avanti in positivo non mi ha mai abbandonata». Insomma Margherita Dalle Vacche, dopo una professione come cardiologa ha ripreso in mano la sua grande passione per le arti visive, coltivata fin da bambina, ma talvolta messa in un angolo per motivi di organizzazione familiare e professionale. Nel suo “ritornare” al mondo dell’arte ha voluto coinvolgere altre persone, professionisti e non, che realizzano “cose belle” e che spaziano in vari campi: quadri, sculture, lavorazione del vetro, legno, ceramica, abbigliamento e accessori, mobili, gioielli, fotografia e tanto altro ancora.

«Livorno è un serbatoio inesauribile di creativi, ma dispersi ed isolati, molti di questispesso risultano essere poco o niente visibili. Metterli insieme sotto il marchio Tanacchi, ospitarli in un luogo fisico, e in un luogo virtuale, il nostro sito, vuol dire unire forze ed energia e aprirsi a nuove opportunità – dice ancora Margherita Dalle Vacche – , sia sul piano delle vendite e della promozione che su quello di incontri e scambi culturali fra artisti e artigiani. Già, usiamo le parole artigiani e artisti , consapevoli che spesso il confine fra i due è confuso se non addirittura sfumato. Ma di questo avremo modo di parlarne aprendo un confronto fra i diretti interessati».

Intanto ci si perde in questo paese dei “tanacchi”. La collezione realizzata dalla fotografa d’arte Anna Laura Bachini porta una ventata di aria di mare e di capolavori labronici, quelli di Modigliani con le sue borse, arazzi, pouff, lampade. I pesci di legno, ed è ancora sapore di sale, sono di Paolo Marzullo, cardiologo anche lui. Mentre di un’altra dottoressa, Tiziana De Felice, sono i dipinti e le stoffe da sogno arcobaleno. Il tavolinetto con la Valentina di Crepax di Evelina e Claudia non stona con i bei dipinti del novantenne Elio Agretti, spiccano le opere di calligrafia giapponese di Evi Lenti accanto ai quadretti a lema marinaro di Mauro Viviani. E poi gioielli, lìorsetto fatto con le alghe di Fulvio Di Lazzaro, le preziose maschere di Giovanni Balzaretti, i lavori di cucito di Cecilia Zampella.

Si sente l’amore per le cose belle, la cura e la passione qui dentro e si sente il mare. «Io amo così tanto il mare – sèiega Dalle vacche – che per me trovare un fondo dal quale si respirasse la sua aria era fondamnetale. Alla fine eccoci qui,. Mare dentro, mare fuori, e comunque un pezzetto della mia Livorno che ha una vetrina tutta per sé». —

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di Redazione web