Il Tirreno

Livorno

La livornese suor Adelina, 101 anni «fra fede e felicità»: ha sconfitto il Covid

Mauro Zucchelli
Suor Adelina, al centro del fotogramma tratto da un filmato pubblicato su Youtube dall'Ispettoria romana San Giovanni Bosco
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Suor Adelina, al centro del fotogramma tratto da un filmato pubblicato su Youtube dall'Ispettoria romana San Giovanni Bosco

Livorno: A confermare la notizia è una consorella che vive insieme a lei nella casa di riposo per religiose salesiane a Roma

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LIVORNO. Suor Adelina ha spento 101 candeline sulla torta di compleanno poco prima di Natale, ma adesso è come se potesse festeggiare una nuova “nascita”: ce l’ha fatta a sconfiggere il Covid. A confermare la notizia è una consorella che vive insieme a lei nella casa di riposo per religiose salesiane a Roma, in un complesso di fabbricati e attività della congregazione in zona Cinecittà. Secondo l’agenzia Agi, è la religiosa più anziana d’Italia a essere sopravvissuta al Covid: era risultata positiva insieme a numerose altre consorelle, poi è scattato il piano dell’Asl.

Se ne parliamo è perché suor Adelina – che all’anagrafe è registrata come Antonietta Corbanese con atto di nascita datato 12 dicembre 1919 – è nata a Livorno. Le consorelle spiegano che, sulla base di quanto suor Adelina ha raccontato loro, lei appartiene a una famiglia originaria della provincia di Treviso, che ai tempi della Grande Guerra è stata costretta a sfollare, forse in conseguenza della ritirata di Caporetto.

Suor Adelina nel dicembre 2019 aveva festeggiato i cento anni: l’aveva fatto con una messa officiato dal nipote don Agostino, anch’egli salesiano, nella zona di Castelgandolfo in un clima di festa religiosa insieme alle consorelle.

I tempi della guerra avevano costretto la sua famiglia a cercare rifugio in una città lontana, ugualmente i tempi di guerra erano stati al centro della svolta della sua vita nel ’41 con la professione dei voti. In realtà, «la mia mamma non voleva che mi facessi suora, perciò non mi mandava a Conegliano ad incontrare le suore», racconterà sulla rivista online delle Figlie di Maria Ausiliatrice .

A Livorno è nata ma non risulta vi abbia fatto ritorno nel corso dei suoi trasferimenti nel servizio religioso: gli inizi a Roma come cuoca per 13 anni nella comunità salesiana e nel convitto maschile, ma anche successivamente nella zona di Arsoli (dove si è occupata di 40 orfani tra i tre e i sei anni) e da ultimo a Marino, salvo una parentesi prima nella zona di Rieti e quindi in Abruzzo. L’Aquila è stata la sua destinazione nel ’67: assistente delle universitarie (al periodico web delle salesiane ha spiegato che quelle ragazze «si sentivano libere ma le rimproveravo con fermezza per evitare che si lasciassero sviare: le trattavo come figlie e mi prendevo cura di loro come una mamma: mi cercano ancora» ). A chi gli ha chiesto l’ingrediente segreto della ricetta per la sua lunga vita come ha fatto una novizia, ha risposto: «La felicità» . —

M.Z.

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