Il Tirreno

Livorno

Al liceo classico dove lavorò Marconi la connessione non funziona: «Lezioni impossibili al Niccolini Palli»

Giulio Corsi
Al liceo classico dove lavorò Marconi la connessione non funziona: «Lezioni impossibili al Niccolini Palli»

I genitori: «Da ottobre troppi problemi con la didattica a distanza». La Provincia: «Linee già rafforzate, ma le amplieremo ancora»

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LIVORNO. Il liceo classico dove Guglielmo Marconi iniziò i primi esperimenti è senza connessione. In una lettera al Tirreno i rappresentanti dei genitori di venti classi del liceo Niccolini Palli di Livorno, dove un laboratorio è intitolato proprio all'inventore, hanno denunciato le difficoltà dei propri figli a fare lezione a causa di problemi di connessione che impediscono di fatto di seguire la didattica a distanza. La Provincia, contattata dal giornale, ieri sera ha annunciato che risolverà il problema fin da oggi, rafforzando le linee e i dispositivi per la connessione.

LEZIONI IMPOSSIBILI

La denuncia dei genitori è chiara: «A causa della nota ristrettezza dei locali a disposizione della nostra scuola, anche in seguito alla destinazione della sede di via Goldoni ad un altro istituto, la scuola ha dovuto ricorrere ad una didattica “mista”, in cui metà classe frequenta in presenza e l’altra metà è collegata da casa – spiegano –. Si tratta di una soluzione che allo stato attuale causa due ordini di problemi, già ampiamente segnalati a partire da ottobre: la scarsa qualità della connessione internet e l’interazione limitata nello svolgimento delle lezioni».

«Dal primo pu nto di vista – continuano –, il collegamento continua a non essere stabile, soprattutto nella sede di Via Maggi. La didattica mista infatti implica che tutti gli insegnanti debbano collegarsi da scuola, dove svolgono le lezioni in presenza con mezza classe e ciò sovraccarica la rete e provoca frequenti interruzioni. In vari casi si deve provvedere utilizzando collegamenti di fortuna, cioè attraverso gli hotspot dei cellulari del personale docente o dei ragazzi stessi. Una soluzione che può essere comprensibile nell’emergenza, ma non può certo diventare la modalità consueta».

Il secondo problema è che gli alunni a casa afferrano solo in parte i contenuti che vengono condivisi in aula: spesso non riescono a seguire gli interventi e le risposte dei compagni e qualche volta neanche le esposizioni dei professori e le scritte sulla lavagna. Una situazione che secondo i genitori è stata segnalata da tempo sia alla Provincia che al Provveditorato, l’ultima volta con una lettera del 22 gennaio. «Ma nessuna risposta ci è stata fornita».

IL SOPRALLUOGO

Ieri pomeriggio i tecnici della Provincia hanno effettuato un sopralluogo per capire la situazione. «Già a ottobre c'erano già state segnalazioni su problemi di connessione – spiega Anna Roselli, responsabile delle reti scolastiche –. Per questo suggerimmo alla scuola di chiedere a Telecom di potenziare la connessione dati. L’istituto ci mandò il preventivo e noi immediatamente fornimmo le risorse per l'operazione di ampliamento del contratto e della rete». Da allora, secondo palazzo Granducale, nessuna altra problematica è stata segnalata dal Niccolini Palli. Fino a questi giorni.

Ieri la stessa Roselli ha effettuato un sopralluogo a scuola. «Abbiamo constatato che l’operazione di rafforzamento della connessione era stata eseguita, ma abbiamo scoperto che le due linee Telecom su cui l’istituto aveva il contratto e che sono state ampliate non reggono, appesantite dal fatto che la scuola ha deciso, diversamente da altri istituti, di organizzare il rientro delle classi al 50%, cosa che comporta che tutte le mattine tutte le classi siano collegate».

Dunque? Roselli garantisce che «domani pomeriggio (oggi, ndr) rafforzeremo ancora, aggiungeremo linee telefoniche, access point e router wifi portatili, che saranno distribuiti nelle due sedi, in attesa che arrivi in zona la banda larga che hanno già Iti e Cecioni».

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