Toscana
Rapina un ex rugbista livornese: placcato in mezzo alla strada e arrestato
Vicenza: il bandito, 22 anni, aveva appena rubato il Rolex all'ex campione della nazionale italiana Marzio Innocenti. Inseguito, è finito in manette
LIVORNO. Il rapinatore, stavolta, non aveva fatto i conti con chi aveva davanti. Perché non ha rubato il Rolex a una persona qualunque, ma a Marzio Innocenti: ex campione livornese di rugby che, nonostante i suoi 62 anni, ha la corsa e i riflessi di una persona decisamente più giovane. E lo ha dimostrato con i fatti: inseguendo il bandito in mezzo alla strada per oltre 200 metri e placcandolo come ai tempi dell’ovale, quando a cavallo degli anni Settanta e Ottanta giocava col Rugby Livorno prima di trasferirsi in Veneto, dove tuttora è rimasto a vivere.
È sabato 30 gennaio, sono le 16.30 e siamo a Vicenza, a ridosso del centro. Innocenti è su un’auto da collezione – «Non la uso mai, dà un po’ nell’occhio, ma non può restare sempre ferma in garage...», racconta – e l’ha appena parcheggiata in via Francesco Novello, una traversa del ben più noto viale Trieste. Scende e chiude la portiera per andare a trovare un conoscente, poi viene avvicinato da un giovane. Non parla bene italiano: «Dov’è via Fiumi?», gli dice. Lui non capisce. Si avvicina. «Via Fiume? – risponde lo sportivo – è di là...». Ma non fa in tempo a salutarlo che il ragazzo – poi identificato per un cittadino rumeno di 22 anni – con una presa vigorosa a due mani gli blocca il polso sinistro, dove Innocenti porta un Rolex da dodicimila euro, e si allontana ringraziandolo.
«Lì per lì non ho realizzato – ricorda il campione – perché mentre mi chiedeva di questa “via Fiumi”, che in realtà era via Fiume, mi mostrava il suo cellulare con l’applicazione di Google Maps aperta. Ero concentrato su quello, poi ho sentito il dolore e in un battibaleno mi sono reso conto della situazione, lanciandomi all’inseguimento». Così, come ai tempi delle gare, Innocenti è scattato. Ha inseguito per 200 metri il rapinatore fino all’intersezione con viale Trieste, quando all’improvviso è inspiegabilmente tornato indietro e il sessantaduenne, trovandoselo davanti, lo ha placcato come nell’ovale. Facendolo arrestare dalla polizia.
«Per fortuna è accaduto tutto davanti al bar Veller – dice il rugbysta – che è di un ex poliziotto ed è notoriamente frequentato dagli agenti della questura. Cinque di loro sono usciti e mi hanno aiutato. Dopo ho capito come mai il bandito era tornato indietro: l’auto dei complici, ripresa dalle telecamere, stava tornando indietro da viale Trieste a via Novello, quindi lui sarebbe dovuto salire lì, a poca distanza da dove l’ho placcato. Devo ringraziare sia i poliziotti in borghese che i passanti che mi hanno dato una mano. E naturalmente le volanti che sono giunte immediatamente. C’è stata una grande prontezza di riflessi da parte della cittadinanza».
Innocenti – che dopo il ritiro dallo sport ha proseguito nella sua professione di medico otorinolaringoiatra e, da presidente del comitato regionale veneto del rugby, si è candidato alla carica di responsabile nazionale della federazione alle prossime elezioni del 13 marzo – ha dimostrato di avere ancora i riflessi di un tempo: «Sono onesto, dopo 200 metri di corsa stavo finendo la benzina – racconta – ma sono soddisfatto dalla mia reazione e dal fatto che a 62 anni ho ancora ottimi riflessi. In quel momento ammetto di aver avuto paura, ma quanto accaduto ha risvegli ato in me qualcosa. Certo, questa persona poteva anche avere un coltello: sarebbe potuto essere pericolosissimo». L’orologio, che il rapinatore aveva ancora in mano, è stato restituito all’ex rugbysta. «Se me lo avesse preso mi sarebbe dispiaciuto molto, ci sono molto legato – conclude lo sportivo – e sono veramente soddisfatto di come sono andate a finire le cose. E non vedo l’ora di tornare a Livorno, dove ho ancora una casa. Ci torno spesso, ma non quanto vorrei...». —
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