Gioco
A Livorno è nata la generazione verde: "Così puliamo la città dai rifiuti abbandonati"
Interventi dal Sonnino al Parco Levante, fino al Cisternino e alla spiaggia del Sale. I protagonisti non sono uniti dall'età ma da un obiettivo. Ecco le associazioni impegnate nella battaglia contro l’inciviltà
LIVORNO. Ci sono associazioni strutturate da anni come Acchiapparifiuti e Reset, attive su tutto il territorio per il decoro e la tutela dell’ambiente. C’è una realtà giovane, presente in tutta Italia e appena sbarcata a Livorno con le prime iniziative, la onlus Plastic free. E ci sono associazioni come Pirati della plastica e Sons of the ocean che hanno la stessa missione, raccogliere rifiuti abbandonati e ripulire la città, ma lavorano principalmente sul lungomare. Sensibilità, attenzione all’ambiente, indignazione davanti a chi butta per terra una bottiglietta di plastica o scarica ingombranti in un angolo nascosto della città. È la Livorno green, la Livorno sostenibile. Una generazione verde unità non dall’età ma da un obiettivo. Ormai da qualche anno, almeno un paio di volte al mese, queste realtà cittadine organizzano giornate dedicate alla pulizia di un quartiere, di un tratto del lungomare o di un bosco in periferia: giovani, famiglie e pensionati si ritrovano in un punto, spesso si portano dietro guanti e sacchi per l’immondizia, lavorano per una mattinata intera e alla fine consegnano tonnellate di rifiuti all’Aamps. E anche nell’ultimo anno, nonostante il lockdown e le restrizioni, non sono mancate iniziative del genere.
LE ULTIME PULIZIE
Tra le associazioni più attive dell’ultimo periodo c’è Plastic free, portata a Livorno da Nicola Terreni, 28 anni, che nella vita di tutti i giorni lavora come preparatore atletico e nel tempo libero si dedica alla rimozione di rifiuti in tutta la città. Terreni aveva iniziato un anno fa con un paio di amici, intervenendo sul Romito e raccontando tutto sulla pagina Facebook CleanupLivorno, poi si è avvicinato ad Acchiapparifiuti e da qualche mese è in campo con Plastic free, lanciata in città dopo aver visto un evento di grande portata a Tirrenia. «Siamo appena partiti - dice - la prima pulizia c’è stata dieci giorni fa al monumento a Ciano: abbiamo raccolto due tonnellate di rifiuti, c’era anche un frigorifero. Che vergogna...». Ma non è stata l’unica iniziativa dell’ultimo periodo: tra novembre e gennaio, le varie associazioni livornesi hanno organizzato pulizie lungo lo Scolmatore, nella zona del Parco Levante, all’altezza del castel Sonnino e al Cisternino, «in quest’ultimo caso con dodici tonnellate di rifiuti portate via in due weekend». Un gioco di squadra, fatto di grande collaborazione e di un obiettivo comune, che si è visto chiaramente sabato scorso, quando Sons of the ocean ha coinvolto tutti coloro che si dedicano all’ambiente (Acchiapparifiuti, Pirati della plastica e Reset) e alcune realtà sportive (Centro surf Tre Ponti, Radical factory e Surf 4 all) per l’evento di pulizia delle spiagge #unitiperilmare. Il risultato? Un centinaio di volontari sul lungomare, il supporto dell’Aamps e un’infinità di bottigliette di plastica e mozziconi di sigaretta rimossi soprattutto alla spiaggia del Sale.
IL PROSSIMO OBIETTIVO
Terreni parla della sinergia con Sergio Giovannini, fondatore dell’associazione Acchiapparifiuti e storico punto di riferimento quando si parla di ambiente, e racconta l’incontro dello scorso anno con il sindaco Luca Salvetti per il progetto "Mappiamo la città".«Il nostro obiettivo è individuare i dieci punti più sporchi della città e intervenire in modo efficace - le parole di Terreni - nell’amministrazione comunale avevamo trovato disponibilità, poi però siamo stati fermati dalla seconda ondata di contagi». Ma ora le associazioni vogliono riprendere quel discorso, sperando di ottenere la collaborazione dell’Aamps «per quanto riguarda sia il rifornimento di sacchi per l’immondizia sia per la rimozione dei rifiuti». «Ci piacerebbe - continua il referente di Plastic free - fissare queste dieci pulizie e partire già nelle prossime settimane, in modo tale da arrivare all’estate con una città più pulita e decorosa. Intanto però andiamo avanti con le nostre iniziative: la prossima con Plastic free dovrebbe essere domenica 21 sul Romito, un tratto che i livornesi dicono di amare ma che in realtà trattano in maniera vergognosa. Pensate che a Calignaia abbiamo trovato perfino un boiler...».
DENTRO LE ASSOCIAZIONI
Ma chi collabora con queste associazioni? Chi sono quei livornesi che nel fine settimana, d’estate e d’inverno, rinunciano a una giornata di festa per ripulire la città?«Gente di ogni età, soprattutto famiglie e pensionati», risponde Nicola Terreni. E i giovani? «Quasi nessuno sotto i 27-28 anni». Come quasi nessuno? E la generazione Fridays for future? «Io ho provato a coinvolgere tanti ragazzi, ma alla fine si presenta solo qualche amico. Lo so, tutto questo è strano pensando ai movimenti ambientalisti degli ultimi anni e alla sensibilità sul cambiamento climatico che i ragazzi mostrano sui social, ma purtroppo la realtà è questa. Nelle nostre iniziative i 16-17enni si contano sulle dita di una mano, mentre in altre città sono il motore delle associazioni».Un vuoto che si spiega anche con il lockdown e con la voglia di stare insieme degli adolescenti in altri contesti, dopo un anno tra didattica a distanza e pochissime occasioni per vedersi.«Sì, è vero e lo capisco bene - chiude Terreni - ma siamo sommersi dalla plastica e le nuove generazioni devono riprendere la battaglia. Noi stiamo facendo il possibile: come CleanupLivorno abbiamo anche avuto un confronto con i Giovani Democratici che ha portato, proprio nei giorni scorsi, all’approvazione di una mozione sulla salvaguardia ambientale del lungomare».
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