Gioco
La chiesa si rifà bella: la fine del restauro entro la metà di marzo
La Soprintendenza investe 80mila euro con l’otto per mille I lavori sono già iniziati grazie a un’azienda di Ponsacco
Roberto Riu
livorno. Nella ottocentesca chiesa dei santi Pietro e Paolo sono in corso i lavori di restauro e risanamento conservativo di parte della copertura a cura. Li svolge la ditta “Decorarte – Art for innovation” di Ponsacco, in provincia di Pisa, che ha all’attivo diversi altri interventi sul patrimonio storico-architettonico livornese.
Si possono ricordare, fra i più recenti, il ripristino delle pareti esterne della chiesa di San Ferdinando Re, gli interventi per la copertura, il loggiato e la facciata principale del santuario della Madonna di Montenero, il restauro del campanile del duomo oppure all’interno della chiesa di Santa Caterina, mentre quattro anni fa nella stessa chiesa dei Santi Pietro e Paolo sono stati ripristinati il campanile e la facciata absidale. Ma oltre che di beni ecclesiastici la ditta specializzata di Ponsacco si è pure occupata del restauro, avvenuto tre anni fa, dell’ex teatro San Marco, che proprio un secolo fa (il 21 gennaio 1921) è stato il luogo dove ha preso vita il Partito comunista italiano.
Eseguito con il finanziamento dell’otto per mille per ottantamila euro e sotto l’egida della Soprintendenza l’intervento è previsto possa terminare verso la metà di marzo. Innalzata nel 1832 su progetto dell’architetto fiorentino Luigi de Cambray Digny, all’epoca direttore delle Regie fabbriche granducali, la chiesa dei santi Pietro e Paolo rientra fra i vari edifici religiosi realizzati durante il periodo lorenese come la chiese di San Benedetto, di Sant’Andrea, di San Giuseppe e di Santa Maria del Soccorso: «La chiesa dei Santi Pietro e Paolo – riferisce il professor Giangiacomo Panessa – fu voluta dal governo lorenese per assicurare i servizi religiosi agli abitanti del nuovo quartiere a sud oltre la Porta del Casone, che iniziò a costruirsi nel 1828».
L’edificio sacro si presenta con una pianta a croce latina e una navata a volta unica: «Nella facciata – prosegue – seppure di ispirazione neoclassica si colgono varianti di chiara matrice quattrocentesca all’ortodossia delle stile tipico della Restaurazione prefigurando spunti romantici, come nel caso del portico in cui le colonne doriche sostengono arcate secondo uno specifico schema del Rinascimento». —
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