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Grave incidente sul lavoro: protesta alla Giorgio Gori
Collesalvetti, l’Usb accusa: lavoratore in appalto schiacciato dal muletto, triplice frattura eppure non è stata chiamata l’ambulanza
STAGNO. Il sindacato Usb e Potere al Popolo hanno manifestato, nella mattina di ieri, di fronte alla sede della “Giorgio Gori” (oggi Dhl) di Stagno. Nel mirino della protesta un grave incidente sul lavoro, in occasione del quale secondo i promotori dell’iniziativa di lotta è stato messo in atto da parte dell’azienda un atteggiamento da condannare duramente.
«Pochi giorni fa un operaio, lavoratore di una ditta in appalto, è stato schiacciato da un muletto riportando la frattura di perone, tibia e malleolo. A quanto abbiamo ricostruito, sembra che sia stato lasciato a terra per mezz’ora con gli arti fratturati e poi portato in ospedale con un furgone della cooperativa», racconta Giovanni Ceraolo, rappresentante regionale della sigla sindacale.
«Solo grazie all’intervento del padre del ragazzo – afferma il dirigente sindacale – la cosa è venuta fuori ed è stata aperta la procedura di infortunio sul lavoro. L’incidente sarebbe avvenuto nel piazzale della Gori, e noi riteniamo che l’azienda abbia una responsabilità diretta di problematiche di sicurezza. Invece di chiamare l’ambulanza – dice il sindacalista – è stato allertato il datore di lavoro, ci chiediamo perché se non per nascondere qualcosa».
Abbiamo chiesto alla “Giorgio Gori” di esprimere una valutazione sulla vicenda, ma dall’azienda si è preferito non rilasciare dichiarazioni. Nel corso della protesta i manifestanti hanno appeso striscioni alla cancellata dirimpetto all’azienda, acceso un fumogeno da stadio e gettato anche un petardo dalla strada oltre la siepe di fronte all’ingresso dell’immobile.
I carabinieri, presenti sul posto per tutta la durata dell’iniziativa, hanno verificato che in seguito all’esplosione non ci fossero stati danni a cose o persone. «Questo non è il primo caso grave di mancata sicurezza sul lavoro da parte della Gori», sottolinea Ceraolo. Lo fa segnalando che «tempo fa l’azienda aveva messo alcuni operai a lavorare su alcuni container provenienti dall’estero e contenenti una sostanza tossica, la fosfina, senza protezioni e senza esser stati informati del materiale che stavano maneggiando».
L’Usb – che ha annunciato l’intenzione di avviare una propria indagine – giudica «intollerabile» che «in una delle aziende livornesi col fatturato più alto, come abbiamo letto sul Tirreno», i lavoratori abbiano «paura di denunciare perché temono ritorsioni». Ricorda che un lavoratore lo fece «e non gli fu rinnovato il contratto: bisogna rompere questo muro di omertà e silenzio».
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