COLLESALVETTI. Secondo la polizia, all'interno, si stavano allenando dieci atleti non agonisti insieme ai militari della Folgore, che infatti non sono stati minimamente sanzionati. Per questo motivo la polizia amministrativa della questura, guidata dal dirigente Domenico Sannino, ha multato per 800 euro la palestra New Eos di via Karl Marx, a Stagno. Stessa sanzione - quella base, 400 euro - anche per i dieci atleti all'interno.
Il controllo è avvenuto martedì 26 gennaio. "All’interno della struttura - scrive la polizia di Stato - venivano trovate diverse persone intente ad allenarsi, ma nessuna di queste è risultata essere un atleta agonista, con relativo tesseramento". Nei confronti del responsabile della palestra è stata inoltre contestata la reiterazione dell’inosservanza a quanto stabilito dal decreto, che prevede il raddoppio degli importi dovuti, quindi 800 euro. Una prima multa, infatti, alla New Eos era stata comminata lo scorso 28 novembre.
A Livorno si tratta del secondo caso in poche settimane
dopo quello della GimFive, la palestra di via Magnozzi (a San Marco) che aveva provocatoriamente deciso di aprire dappertutto in Italia. A Livorno ha poi dovuto chiudere visti i ripetuti controlli e le multe anche ai clienti, che li hanno scoraggiati a tornare.
LA PRECISAZIONE DELLA PALESTRA
"Abbiamo atleti professionisti e non professionisti correttamente iscritti a delle competizioni nazionali (verificabili sul sito ufficiale del Coni) che stanno svolgendo allenamenti a porte chiuse così come previsto dalla legge. Abbiamo infatti atleti iscritti a varie competizioni, alcuni anche legati all’Esercito e ad altre forze di polizia che si allenano da noi correttamente nel rispetto della legge. Ma allora perché è stato detto che state facendo allenare gli atleti non rispettando la legge? In realtà stiamo facendo rispettare le regole indicate dall’ente organizzatore dell’evento nazionale. Ci viene contestato il fatto che molti atleti non avessero il certificato medico agonistico, ma la manifestazione a cui sono iscritti non lo prevede, se non nella fase finale di gara. In ogni caso è paradossale il dispiegamento di forze dell’ordine e le modalità utilizzate per un cavillo ti tipo amministrativo; può un certificato determinare tutta questa confusione? Era così necessario spaventare gli atleti e lo staff con una “retata” del genere?", scrive la New Eos.
"La cosa che ci ha sorpreso di più infatti sono i modi usati dalla questura e delle persone che hanno svolto il controllo - continuano dalla palestra - non siamo criminali o fuorilegge, ma professionisti che stanno svolgendo le uniche attività di tipo sportivo che sono consentite al momento. Dovremmo non svolgere anche queste (anche se previste dalla legge) solo per il capriccio di qualcuno? Per di più una persona si è pure sentita male, il che rende ancora più grave l’accaduto. Mi rivolgo al prefetto e al questore per un incontro da fissare quanto prima e mettere una pietra sull’accaduto. Ciò che ci auguriamo è che ci siano delle scuse da parte di chi ha sbagliato, sperando che chi dovrebbe salvaguardare l’ordine non continui a spargere disordine".