Gioco
Corsini: entro febbraio in pista i bandi per la Darsena Europa
Palazzo Rosciano è in attesa del dossier dell’Ispra, poi il ministero convocherà la conferenza dei servizi
Mauro Zucchelli
livorno. «Sto aspettando soltanto l’ultimo dossier dell’Ispra per la “deperimetrazione” del sito di bonifica, a quel punto il ministero convocherà la conferenza dei servizi e a quel punto il bando potrà partire. Anzi, i bandi: l’uno per le dighe e l’altro per il terminal». Quando? «Non fatemi fare date, potrebbe essere anche fra pochissimo. Diciamo: il più presto possibile». Ma realisticamente: quando? «Potremmo farcela entro la fine di febbraio, vediamo».
L’ingegner Stefano Corsini sa che fra poche settimane lascerà a Luciano Guerrieri la scrivania al primo piano di Palazzo Rosciano che è la plancia di comando dalla quale si governa il porto: ammette che aveva indicato in un primo momento la data del 15, però «c’è stato qualcosa da approfondire sul fronte dell’Istituto superiore di sanità». Ma il messaggio che vuol mandare è presto detto: non sto con le mani in mano aspettando il passaggio di consegne «come se avessi tirato già i remi in barca». Al contrario: bisogna mettercela tutta fino all’ultimo istante perché – Corsini tiene a ribadirlo – «è così che penso debba fare un dirigente pubblico».
L’ha mostrato operativamente anche in un’altra circostanza: a poche ore dalla nomina di Luciano Guerrieri come suo successore, è stato comunque lui a firmare l’aumento di capitale dell’interporto, con la trasformazione della presenza dell’Authority in quella società da semplice partecipazione a ruolo-guida come azionista di riferimento.
Corsini è tipo che scansa come la peste ogni accenno di polemica, dunque si rinchiude a riccio appena si sente tirato per la giacca. Guai a dirgli se sta cercando lo sprint finale per intestarsi il bando delle dighe foranee dopo il lavorìo preparatorio che ha portato alla progettazione di settore e soprattutto dopo esser riuscito a conquistare dalla cassaforte della ministra delle infrastrutture Paola De Micheli i 200 milioni di euro così importanti per completare il finanziamento di parte pubblica dell’espansione a mare del porto. Del resto, le mille trappole e i mille intoppi delle procedure burocratiche li conosce bene, dato che era dirigente della struttura tecnica di Palazzo Chigi prima di esser inviato quattro anni fa a Livorno dal ministro Graziano Delrio (d’intesa con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi)
È ovvio però che per il presidente uscente riuscire ad arrivare a un risultato tangibile come l’emissione del bando sarebbe il coronamento del lavoro in questi quattro anni così complicati (e interrotti anche per sei mesi dall’interdizione, poi cancellata ma di fatto spesa, in seguito alla decisione del gip in merito all’inchiesta choc sulle concessioni alla radice della Sponda Ovest). Tutto dipende però, a questo punto, da fattori esterni: nelle mani dei tecnici di un istituto di ricerca come l’Ispra o in quelle della burocrazia di sponda ministeriale. Ce la farà ad arrivare anche l’ultimo bollo entro la data dell’avvicendamento al timone dell’istituzione portuale di scali Rosciano?
Difficile dirlo, resta il fatto che pesa anche l’esigenza di fare le cose in fretta ma nel migliore dei modi: nel precedente round il varo del bando relativo al primo progetto di Darsena Europa finì sugli scogli dopo esser andato deserto e rinviato di mese in mese chissà quante volte.Perciò è arduo pensare che si metta sulla rampa di lancio un bando – meglio: un’accoppiata di bandi – senza che i passaggi calzino a pennello: è un aspetto sul quale Corsini nel corso degli anni ha insistito spesso.
Intanto, non c’è soltanto la Darsena Europa nel menù dell’Authority: è in ballo la resecazione del pontile 13 per consentire un più facile accesso al “cuore” del porto fra Darsena Toscana, Darsena 1 e Canale Industriale. Non solo: in vista anche altre resecazioni in zona futura stazione passeggeri. —
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