Il Tirreno

Livorno

«Via chi ha sciolto il Pci», Contestati Andrea Romano e il Pd durante la celebrazione del centenario

Matteo Scardigli
«Via chi ha sciolto il Pci», Contestati Andrea Romano e il Pd durante la celebrazione del centenario

Tensione all’arrivo del deputato con Gazzetti e Mirabelli al teatro San Marco: «Cori e slogan contro». Bottai e i militanti del Pc guidano la protesta. È scontro sull’eredità comunista 

3 MINUTI DI LETTURA





Matteo Scardigli

LIVORNO. La falce e il martello e le scintille fra "veri" e "sedicenti" eredi di Antonio Gramsci, riuniti al santuario laico della Storia per celebrare il centenario della nascita del Partito Comunista al tempo della cancel culture. Teatro San Marco, nella via omonima del quartiere della Venezia. Cadeva ieri l'anniversario della scissione dal Partito Socialista Italiano e della fondazione del PC (all'epoca PCd'I) ad opera dei fuoriusciti capitanati da Amadeo Bordiga. Da quello storico 21 gennaio 1921, tra luci e ombre, è maturato un patrimonio culturale e ideologico attorno al quale ieri si sono riunite le tante anime della Sinistra con l'augurio di veder sorgere il nuovo Sol dell'Avvenire. «Tolto l'articolo 18 i lavoratori sono tornati gli schiavi che erano nel dopoguerra, e le donne a non avere più diritti né uguaglianza», racconta Marco Barzanti (Pci) rigettando i «personalismi di chi fa teatrino della storia comunista». Allo stesso modo il segretario della federazione livornese Luigi Moggia ribadisce che «il percorso tracciato allora è sempre valido, in un'epoca in cui il dominio americano sulla vita politica europea e italiana è ancora ben presente». Sulla sponda di Rifondazione il segretario Maurizio Acerbo si scaglia poi «contro la "dannazione" del Partito Comunista, partita dagli anni Ottanta con Craxi e proseguita poi con gli ex comunisti, che ha lasciato i lavoratori senza una rappresentanza in parlamento». Aggregazione contro frammentazione, attualità dei contenuti contrapposta alla rivendicazione nostalgica, Marx e Lenin, grandi vecchi della Livorno rossa e nuove leve a braccetto nell'attesa della rappresentanza istituzionale del Comune per il momento culmine della cerimonia. Poi da via Borra si avvicinano l'onorevole Andrea Romano, il consigliere regionale Francesco Gazzetti e il consigliere comunale Federico Mirabelli del Pd, e di contro in piazza dei Legnami si addensano bandiere rosse con emblema bianco del movimento operaio: le insegne di Lenny Bottai. Il segretario provinciale del rinato PC compare alla testa di un corteo di una trentina di compagni. Cori, striscioni e fumogeni. «Via da qui, chi ha sciolto il Pci», scandiscono i militanti nel tratto di strada interdetto al traffico dalla polizia municipale e sorvegliato a vista dagli agenti della Digos. «Oggi si ricordano di essere comunisti, ma in Europa parificano comunismo e fascismo. Oggi rivendicano un partito che non è il loro», prosegue Bottai, che poi insiste: «Non sono mai stati comunisti, solo opportunisti. Ci fanno piangere con la storia di Segre però prendono il voto di Polverini con tanto di saluto romano». Per i tre rappresentanti dem solo pochi momenti di raccoglimento e qualche foto di rito prima di ripiegare in direzione del Centro cittadino. «Contestazione prevedibile, dispiace che un'occasione storica come questa venga usata per fare propaganda divisiva», commenta Romano, che aggiunge: «Contano il sostegno degli elettori e i voti, e il Partito Democratico è un partito popolare con un grande seguito dell'elettorato italiano; non so quanti ne prenda il partito del simpatico pugile Lenny Bottai». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web