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Non entrano in classe e vanno a Pisa in treno: scoperti grazie all’app
Livorno: la mamma di una delle quattordicenni vede il registro elettronico. I ragazzini trovati dalla polfer al McDonald’s della stazione
LIVORNO. Hanno marinato la scuola in cinque, salendo sul treno per Pisa, con l’obiettivo di tornare a Livorno all’orario d’uscita. Ma non avevano fatto i conti con la tecnologia. In particolare col registro elettronico, collegato all’app del cellulare di una delle mamme. Che allarmata ha chiamato la scuola media livornese – che Il Tirreno non menziona per non rendere riconoscibile gli adolescenti – frequentata dalla figlia: «Scusate, come mai non è in classe?». «Non lo so signora, lei non lo sapeva?». E da lì sono iniziate le angoscianti chiamate al cellulare, a cui la ragazzina non ha mai risposto, costringendo i genitori a chiamare il 113.
È finita nel migliore dei modi (per questi ultimi), ma non altrettanto per i figli la trasferta pisana sostitutiva delle lezioni in presenza. E non parliamo certo della didattica a distanza. I ragazzini – cinque livornesi – anziché presentarsi in aula hanno, attorno alle 9 di ieri mattina, hanno preso un treno regionale per Pisa. Fermandosi al McDonald’s della stazione per fare colazione.
È qui che gli agenti della polizia ferroviaria di Pisa – guidati dal dirigente Giovanni D’Allestro – li hanno scoperti. Poco prima, dalla sala operativa del 113 di viale Boccaccio, erano state diramate le ricerche «di una ragazzina di 14 anni scomparsa da casa prima di entrare a scuola». Ma i poliziotti non sapevano certo che insieme a lei ci fossero anche i suoi amichetti, estranei alle ricerche.
Per questo, passando dall’esterno del ristorante, gli agenti hanno chiesto se nel gruppo vi fosse la ragazzina, scoprendo che tutti e cinque avevano marinato la scuola e che sarebbero quindi dovuti tornare a Livorno. Erano le 10 di mattina quando la polizia ferroviaria pisana, tranquillizzando (e negli altri casi avvertendo) mamme e babbi, ha riaccompagnato in città il gruppo di minorenni, accolti in stazione dai genitori e dai colleghi della polizia ferroviaria labronica, diretta dall’ispettore Fabrizio Maestrini. Con ogni probabilità, i cinque, erano appena arrivati in stazione per farsi un giro nella città della Torre. Ma non hanno fatto in tempo a mettere piede in viale Gramsci, immediatamente davanti ai portici, che sono stati beccati. —
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