Il Tirreno

Livorno

acerbo (rifondazione) 

«Alt all’idea di cancellare la storia (e i diritti)»

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LIVORNO. «Questi appuntamenti non vogliono essere un momento meramente celebrativo, ma servono a rafforzare la riflessione sulla storia della principale componente della sinistra italiana del Novecento e sull'attualità del socialismo». Così il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo ieri a Livorno in occasione delle celebrazioni per il centenario della fondazione del Pci.

«Siamo qui per ribadire -– ha proseguito Acerbo – di fronte al tentativo di cancellare non solo la storia ma soprattutto le conquiste del movimento operaio, che le comuniste e i comunisti sono stati i principali protagonisti di tutte le lotte di libertà e giustizia sociale del Novecento nel nostro Paese. La tragedia dello stalinismo non ne cancella i meriti e il valore dei loro ideali».

Per Acerbo ora di finirla con il revisionismo storico: «Le classi popolari – afferma il segretario di Rifondazione – sono state derubate negli ultimi decenni non solo dei loro diritti ma anche della loro grande storia. La dannazione della sinistra cominciata non nel 1921 ma negli anni ’80 quando i dirigenti prima del Psi e poi del Pci hanno deciso di porsi fuori dalla tradizione del movimento operaio».

Per Acerbo bisogna guardare «senza settarismi e nella volontà di collaborare con tutti i compagni di strada che condividono questa necessità» come «forza imprescindibile che cambia lo stato di cose presenti, cioè – spiega – quello di un capitalismo che barbaramente distrugge il futuro dignitoso di tutte e tutti, oltre che a mettere in discussione la vita stessa sul pianeta». —



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