Il Tirreno

Livorno

il comitato della coppa 

Nel nome di Barontini con il cuore a sinistra

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La Coppa Barontini non è solo una gara remiera, e non solo perché realizzata per iniziativa della sezione San Marco Pontino dell’allora Pci: è sempre stata un mix delle varie anime delle sinistre e ora scende in campo per ricordare di essere intitolata a uno dei protagonisti della scissione del ’21 per dar vita «a quello che diventerà il più grande partito comunista dell’Europa occidentale».

Erano previste iniziative ma per via della pandemia sono rinviati gli eventi che «ci ripromettiamo di organizzare non appena possibile».

Il comitato ricorda la scelta di creare, in memoria di Ilio Barontini, ad opera di Renato Tedeschi, Bruno Tani, Mario Fraddanni e moltissimi altri «una festa politica, sportiva e popolare unica». Si è avvalsa poi di dirigenti e volontari «come Gino Calderini, Vittorio Cioni, Mauro Nocchi» che hanno «sempre coniugato valori, capacità organizzativa e una grande partecipazione popolare» e hanno avuto «il grande merito di cogliere e seguire le trasformazioni sociali della città» e ne hanno fatto «un luogo di discussione partecipazione ed elaborazione di tutta la sinistra livornese».

L’ultima sottolineatura è per un giornalista, Luciano De Majo, scomparso dieci anni fa di questi tempi: lui gli «avrebbe sicuramente dato un tocco personale e particolare» ed è «idealmente sottoscritto da tutti coloro che in questi 54 anni di vita hanno visto nascere, costruito e sostenuto la nostra manifestazione».



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