Gioco
Lotta al decreto, la GimFive chiude: "Il questore di Livorno ci ha fatto terra bruciata"
Nella mattinata del 20 gennaio niente più allenamenti per i tesserati: "Con le sue dichiarazioni sul Tirreno ha spaventato i nostri clienti"
LIVORNO. "Il questore di Livorno ha spaventato i nostri clienti, facendoci terra bruciata. Le persone non vengono più, quindi siamo costretti a chiudere". La palestra GimFive, la catena emiliana che ha fatto della lotta al decreto del Consiglio dei ministri una battaglia soprattutto mediatica, dopo 800 euro di sanzioni in pochi giorni solo in città e il rischio di subìre denunce penali, nella mattinata del 20 gennaio ha chiuso il proprio centro labronica di San Marco, in via Magnozzi.
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Lo ha comunicato direttamente il responsabile comunicazione della società, Federico Milieni: "A farci chiudere non è stato un magistrato - dice - ma il questore di Livorno, Lorenzo Suraci. I nostri abbonati non temono di contrarre il Covid, ma le multe della polizia".
Già lunedì 18 gennaio cinque tesserati erano stati sanzionati dopo un controllo di polizia amministrativa, diretta dal dirigente Domenico Sannino, e carabinieri, che ogni giorno di mattina e pomeriggio stanno effettuando diversi sopralluoghi in via Magnozzi per assicurarsi che la struttura non apra. In particolare, il 19 gennaio, la polizia amministrativa ha dato un ultimatum all'azienda dicendo che non avrebbero più potuto difendersi che "stavano facendo le pulizie all'interno", giustificando così le luci accese dalle 9 alle 20, l'orario di apertura nei giorni normali.
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