Gioco
«Ci consegnarono un palasport con gli impianti da terminare»
I gestori del Modigliani e la polemica sui costi di gestione Poco usato per lo sport? «In tre anni prodotte 10mila ore»
Andrea Rocchi
LIVORNO. Il PalaModì non è una palestra. Non è fatto per gli allenamenti. E’ concepito per i grandi eventi. Lo sostiene, in commissione consiliare, il management che gestisce i 12mila mq del quarto palasport d’Italia, quello che fa capo alla PalaLivorno Scrl, un consorzio che raggruppa Prg Public Relation Group srl, Tre-Erre Communications srl e Leg Live Emotion Group srl tutte appartenenti ad Assomusica. C’è il presidente Riccardo Rossato, c’è il vice Massimo Gramigni, c’è Sandro Giacomelli di Leg. Argomento: perché il PalaModi non si apre allo sport cittadino? E’ veramente un corpo avulso per la Livorno sportiva?
Stavolta i gestori, chiamati in ballo per rispondere ai consiglieri, affondano il dito in una ferita vecchia 18 anni. Il succo è che il Modigliani è un gioiello, ma ha costi di gestione pesantissimi. Colpa di chi? Gramigni (Prg), chiama in ballo l’amministrazione comunale di allora. Siamo nel 2002 quando Gramigni racconta di aver avuto una telefonata dall’onorevole Michele Ventura che gli dice di mettersi in contatto col sindaco di Livorno Gianfranco Lamberti per la possibilità di partecipare alla gara per gestire il nuovo palasport. «Noi facciamo tutto in tempo per partecipare alla gara. Prima ci vengono chiesti i requisiti, poi l’offerta economica ma c’era un aspetto tecnico gestionale antecedente all’offerta economica. Noi facciamo una simulazione per misurare la temperatura media di novembre e febbraio a Livorno, diamo le caratteristiche tecniche della Fip sulla temperatura ad un metro d’altezza, diamo una simulazione anche per gli spettacoli e chiediamo all’amministrazione comunale con queste simulazioni puntuali quanto si consuma di metano e di energia elettrica. Sapevamo che il tema dei consumi quando si affronta la gestione è importante. La risposta degli uffici, sospendendo la gara , arrivò con la comunicazione al gruppo Cabassi e alla Prg che i progettisti non erano in grado di poter dire il costo mc-metano e chilovattora-energia. Noi offrimmo 10 milioni di lire l’anno, e il gruppo Cabassi 50 milioni. Questo è un pezzo di storia». Gramigni però ricorda un altro particolare. La seconda gara che li vede stavolta vincitori a fine 2012 e il sopralluogo tecnico fatto prima dell’offerta economica. «C’era il geometra Capecchi e c’erano molti tecnici del Comune. Ricordo che andammo a contare tutto, gli impianti di estrazione area, di riscaldamento, la cabina di trasformazione di energia. Portammo con noi addirittura il direttore del Mandela Forum e due ingegneri di Livorno e venne fuori una cosa che mi fece sobbalzare e mi ferì e che confermò che il palasport era stato inaugurato senza completare l’impiantistica di riscaldamento e di illuminazione. E non era una mancanza di una luce a led. Esistevano elettrovalvole ed il filo direttamente staccato, non c’era neppure il quadro sinottico. Credo lo sappiate, no? Oggi per accendere e spegnere le luci ci sono 11 interruttori, meno male c’è il monopattino elettrico sennò si faceva a piedi. In questo forse abbiamo fatto errori: non insistere a pretendere quei lavori. La limitazione commerciale del bene oggi è pesante».
Lo ha sostenuto anche il presidente Rossato: «Il PalaModì consuma come 55 condomini di 10 piani». E sempre i gestori aggiungono: «Per accendere una doccia devono partire 4 caldaie al costo di 220 euro l’ora». Che poi, ha corretto Giacomelli, nel lungo periodo questo costo un po’ cala.
Questo per ribadire - dice la PalaLivorno - che ad oggi concedere il palasport per allenamenti o altro che non siano grandi eventi sportivi ha costi insostenibili». Eppure il management non accetta la critica di essere stato insensibile al mondo dello sport livornese. «In 3 anni abbiamo prodotto oltre 10mila ore di sport mentre quelle di spettacolo non arrivano a 200». E snocciolano le attività: dalle arti marziali, al volley, alla danza, alla scherma. La temperatura in commissione si scalda quando Romiti (FdI) rimprovera i gestori di «aver accusato l’ex sindaco Lamberti e l’ingegner Caturegli di aver fatto male l’impianto» (risponderà poi Rossato, scusandosi, di non aver mai pensato a nulla del genere). E se Di Liberti (Lega) chiede cosa manca al PalaModì per essere più efficiente, è il sindaco Luca Salvetti a ricordare cosa ha fatto l’amministrazione per rendere idoneo l’impianto anche per il grande basket. E cioè i lavori per 160mila euro per poter ospitare la Nazionale - poi sfumata per l’accentramento delle gare dell’Europeo a causa del Covid - che però sono stati decisivi per far giocare qui le gare di campionato di basket dell’A2 femminile e della B maschile. «Ci attrezziamo anche per assicurare le partite della C Gold», dice il sindaco. Che ammette che resta il problema dell’efficientamento ( la partite delle caldaie e delle luci, l’introduzione de led), “su cui tuttavia stiamo lavorando». Mentre i gestori ricordano di aver già investito 230mila euro per la sicurezza. —
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