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La palestra sfida ancora il decreto: multa da 400 euro e 5 giorni di stop
Ieri controlli di polizia, carabinieri e municipale alla GimFive Il responsabile: «Un abuso di potere, non potevano entrare»
Stefano Taglione
livorno. Ancora 400 euro di multa (più cinque giorni di chiusura) alla palestra livornese che sta sfidando il decreto del Governo, rimanendo aperta nonostante l’emergenza coronavirus. Stavolta sono stati sanzionati anche i cinque clienti che in quel momento si stavano allenando all’interno. Puntuali, alle 10, ieri gli agenti della polizia amministrativa della questura, guidati dal dirigente Domenico Sannino, e i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, diretti dal tenente Marco Saccà, si sono presentati alla GimFive di via Magnozzi, a San Marco, dove hanno notificato il verbale all’istruttore che si trovava al lavoro e a due livornesi e tre senegalesi che stavano facendo attività fisica.
Il dipendente, un’ora più tardi, è stato convocato in viale Boccaccio essendo obbligato in solido con i responsabili della società a versare l’importo, che in misura ridotta (se saldato entro cinque giorni) scende a 280 euro. In ogni caso la catena emiliana non ha intenzione di pagare, visto che ha fatto della sfida alla legge la sua bandiera e anche la sua pubblicità. Anzi, oltre a fare ricorso metterà a disposizione i propri avvocati agli abbonati che fra i centri toscani, emiliani e umbri hanno dovuto firmare il verbale, «ma ognuno risponde per se stesso, quindi non pagheremo per gli altri», precisa il responsabile della comunicazione della catena, Federico Milieri.
È una battaglia a oltranza contro il Governo quella che sta portando avanti la società, che in Italia ha 12 palestre, tre delle quali in Toscana (oltre a Livorno, anche a Pontedera e Grosseto). Le altre si trovano nel Modenese (a Carpi, Fiorano, Vignola e due a Modena), nel Bolognese (a San Giovanni in Persiceto) e in Umbria (due a Perugia e una a Foligno). Oggi, in caso di nuovi controlli, scatterà anche la denuncia penale per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. «Non siamo dei negazionisti del Covid – commenta Milieri – ma non siamo d’accordo con queste chiusure. Bene la quarantena primaverile, ora basta: non c’è correlazione fra il coronavirus e l’apertura dei centri fitness. Anzi, è il contrario: più ci si allena più si contrastano i malesseri, visto che la risposta immunitaria può essere più forte».
Il responsabile della comunicazione della GimFive si lamenta pure di come polizia e carabinieri sono intervenuti. «Non potevano entrare, dovevano rimanere fuori – è il suo pensiero – perché così facendo hanno calpestato con le scarpe contaminate il pavimento, lo stesso dove si allenano i tesserati, facendo flessioni e addominali. C’è stato pure assembramento all’interno, visto che erano in otto, oltre ai nostri cinque clienti e al responsabile. Quattordici persone. Non va bene, anche a Pontedera stamani (ieri per chi legge ndr) abbiamo subìto l’ennesima sanzione, ma almeno le forze dell’ordine hanno avuto la premura di rimanere fuori. È un abuso di potere, non avevano il mandato del magistrato, né hanno voluto parlare con un legale rappresentante della GimFive», è sempre il pensiero di Milieri.
Il responsabile della comunicazione ha poi pubblicato su Facebook uno sfogo contro il Governo, ricevendo anche molte critiche: «Quanto accaduto è gravissimo, il nostro è un grido di dolore e chiedo a tutti di starci vicino». Nel tardo pomeriggio, dopo la visita mattutina, è nuovamente intervenuto il personale della questura, stavolta insieme alla polizia municipale, per notificare il provvedimento di chiusura. Un foglio bianco, con su scritto «Attività chiusa ai sensi del Dpcm 14/11/2021» è stato appeso all’ingresso. In quel momento, all’interno, non c’era nessun cliente, ma solo un’addetta alle pulizie. —
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