Il Tirreno

Livorno

La palestra è aperta e arrivano i controlli: «Facciamo pulizie». Evitata la sanzione

Stefano Taglione
Il controllo di polizia, carabinieri e municipale alla palestra GimFive
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Il controllo di polizia, carabinieri e municipale alla palestra GimFive

Livorno: la GimFive, già chiusa per cinque giorni dalla polizia, era senza clienti. Il questore: «L’importante è che non ci vada più nessuno»

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LIVORNO. La terza sanzione per ora può attendere. Così come la denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, visto che la palestra martedì 19 gennaio era sì aperta (come ha confermato al Tirreno la responsabile in quel momento al lavoro e la stessa catena che la gestisce) ma all’arrivo dei controlli di polizia, carabinieri e municipale – attorno alle 10.45 – la risposta dell’unica persona all’interno, la stessa con cui aveva parlato Il Tirreno, è stata: «Sto facendo le pulizie, non ci sono clienti all’interno».

Graziata, almeno per il momento, la GimFive di via Magnozzi, a San Marco, che a livello nazionale ha deciso di sfidare il decreto del Consiglio dei ministri in disaccordo con la chiusura di tutti i centri fitness italiani, motivo per il quale le 12 strutture dell’azienda emiliana (in Emilia, Umbria e Toscana) da venerdì scorso hanno aperto consapevoli di infrangere la legge. Per questo, ogni giorno, le forze dell’ordine vanno a controllarle. Anche a Livorno.

Ieri mattina erano in sette fra agenti e militari, con in testa Domenico Sannino, il responsabile della polizia amministrativa della questura. È stato lui a parlare con la responsabile di turno in quel momento, l’unica persona in palestra, sincerandosi che nessuno dei clienti fosse all’interno.

Finché la struttura resterà vuota, senza nessun altro a parte l’istruttore, è possibile che non arrivino altre multe. Ma non appena un tesserato verrà sorpreso ad allenarsi scatterà la terza sanzione amministrativa per aver infranto le norme anti-Covid (400 euro per il responsabile della catena più altrettanti per gli abbonati). Questa è la linea che ha deciso di tenere il questore Lorenzo Suraci, anche se naturalmente «non è che tutti i giorni possiamo trovare la stessa persona che ci dice che sta pulendo». Quindi potrebbe ugualmente scattare il pugno duro: «Vedremo nei prossimi giorni – prosegue Suraci – intanto abbiamo verificato che le luci fossero spente e che dentro non ci fosse alcun tesserato».

In ogni caso, la stessa polizia amministrativa, lunedì scorso aveva sanzionato la palestra per la seconda volta in meno di una settimana, disponendone la chiusura per cinque giorni. Potrebbe riaprire sabato, ma non potrà farlo perché rimarrà in vigore il decreto del Consiglio dei ministri che vieta la possibilità di fare sport al chiuso. Intanto gli atti sono stati trasmessi alla prefettura, che potrebbe comunque decidere di modificare (eventualmente allungandolo) il periodo di chiusura forzata dell’attività, che di fatto ieri era aperta.

Dalla questura sono stati disposti numerosi passaggi anche di volanti della polizia e pattuglie del nucleo radiomobile dei carabinieri, che in caso di clienti all’interno avvertiranno immediatamente la sezione amministrativa di viale Boccaccio. Lo stesso farà la municipale e la guardia di finanza. Il rischio – se ci saranno persone ad allenarsi dalle 9 alle 20, l’orario di apertura – è una denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, per aver infranto l’obbligo di chiusura disposto dalla polizia, ma anche inosservanza degli ordini delle autorità in materia di igiene e sanità pubblica, un reato previsto dal testo sanitario, più grave della prima eventualità che potrebbe ravvisare la procura.

La battaglia è tutt’altro che finita, visto che GimFive non farà retromarcia: l’obiettivo della catena emiliana è rimanere aperte nonostante il decreto, per questo ha chiesto ai clienti di tornare ad allenarsi, mettendo a disposizione i propri avvocati per difendersi di fronte ai giudici.
 

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