Gioco
«Morire di covid o di fame Così ci stanno ricattando»
La protesta del comitato “Tu ci chiudi tu ci paghi”
LIVORNO. “Né di Covid né di fame”, sottinteso “morire”, sta scritto sullo striscione appeso ieri in Fortezza Nuova dal comitato “Tu Ci Chiudi Tu Ci Paghi” che ha anche organizzato un volantinaggio in città, nella zona del mercato e di via Grande. Il comitato annuncia anche che i suoi rappresentanti saranno oggi dalle 16 alle 19 in piazza Grande per distribuire volantini e rispondere alle domande dei cittadini.
«A un anno dall’inizio della pandemia – - si legge nel volantino – ci troviamo in una situazione di disastro economico, sociale e sanitario dovuto alle mancanze di questo governo e di quelli precedenti. La sanità è al collasso per colpa dei continui tagli subiti (40 miliardi di euro e 43mila posti di lavoro). I piccoli commercianti, le partite Iva, i lavoratori autonomi sono stati costretti a chiudere le loro attività senza ricevere aiuti sufficienti. Disoccupati e lavoratori in nero, privati di ammortizzatori sociali, si ritrovano completamente senza un sostegno economico».
Il comitato affronta anche il tema della scuola: «È stata la prima cosa a chiudere per una mancata organizzazione e tagli sempre più consistenti che hanno portato a: sovraffollamento nelle classi, spazi insufficienti, trasporti inadeguati e personale scolastico precario».
«Quello che stiamo subendo – sostiene il comitato – è un ricatto, chi ci governa ha deciso che siamo sacrificabili come consumatori, lavoratori e studenti. La salute è un diritto! L’unico modo per fermare i contagi e salvare le vite è garantire un reddito perché nessuno sia costretto a scegliere se morire di Covid o di fame». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
