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lutto in città 

Volontario muore a 68 anni «Per noi era un simbolo»

Stefano Taglione
Volontario muore a 68 anni «Per noi era un simbolo»

Vincenzo Tomei, ex infermiere dell’ospedale, ha gestito un ristorante a Tirrenia Il ricordo dei soccorritori della Croce rossa: «Aveva parole di conforto per tutti»

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Stefano Taglione

livorno. In pochi anni è diventato il simbolo dei volontari della Croce rossa di Livorno. Sempre presente in sede, ogni giorno per aiutare gli altri. Viaggi e viaggi a bordo delle ambulanze, non solo nei servizi del 118, anche per i trasferimenti dei malati da ospedale a ospedale, lontano dalla città. E lui quelle problematiche le conosceva fin troppo bene, visto nelle corsie sanitarie dei reparti livornesi ha lavorato a lungo come infermiere. Stimato sia dai colleghi che dai pazienti.

Lutto nel mondo del volontariato per la scomparsa di Vincenzo Tomei, morto due giorni fa a 68 anni a causa di un tumore, che aveva scoperto un anno fa dopo aver avuto un ictus, prima dell’emergenza coronavirus. Da quel momento, purtroppo, il soccorritore non aveva più impiegato il suo tempo libero per l’associazione di via Lamarmora, dove tutti lo ricordano come «una persona solare, magnifica, che aveva una parola di conforto per tutti noi».

Con Sara Raugi, collega di volontariato di 34 anni e attualmente ancora sui mezzi di emergenza, condivideva i pomeriggi a prestare servizio allo stadio. Nonché la passione per il Livorno. E lui, che in passato ha fatto pure l’arbitro, non risparmiava stoccate ai “fischietti” se – secondo lui – durante le partite prendevano delle decisioni dubbie o sbagliate: «Si accalorava molto – lo ricorda con un sorriso Sara – e dalla nostra postazione si faceva sentire eccome. Era una bravissima persona, eravamo molto uniti per via della stessa passione: i colori amaranto. Fra tutti i volontari lui era quello che durante le gare si infervorava di più, proprio perché teneva in modo particolare alle sorti della nostra squadra di calcio. Vincenzo mi mancherà terribilmente».

Dopo una vita trascorsa come infermiere in ospedale Vincenzo aveva iniziato a lavorare in porto. Poi, insieme alla famiglia, ha gestito il ristorante di un bagno di Tirrenia. Nel 2017, dopo la pensione, il debutto in Croce rossa come soccorritore. Tre anni – durante l’ultimo, dopo il peggioramento delle condizioni di salute, ha chiaramente interrotto il servizio sulle ambulanze – vissuti al massimo, sempre per aiutare i livornesi in difficoltà. Quando qualcuno chiamava il 118 e la sala operativa mobilitava la Croce rossa, Vincenzo c’era sempre. Pronto per aiutare, anche psicologicamente, ogni persona ferita. Di incidenti stradali, ad esempio, ne ha visti tantissimi. E allo stadio, per le partite casalinghe del Livorno, lui era fra i volontari prescelti per servizi sotto la curva. «In via Lamarmora, da noi, prima di ammalarsi c’era praticamente tutti i giorni – così lo ricorda uno dei volontari dell’associazione, Luca Pullerà – ed era solare, gentile, splendido, ci metteva sempre di buon umore. Era iperattivo, mi raccontò che dopo aver lavorato fino agli anni Novanta come infermiere in ospedale decise di cambiare mestiere e trasferirsi in porto». «Una persona umile, disponibile, con un’umanità fuori dal comune, davvero una gran bella persona», lo ricorda un altro volontario, Francesco De Pasquale. «Alla famiglia – scrive una nota la Croce rossa italiana – e agli amici le più sentite condoglianze da parte del presidente Giacomo Artaldi e di tutti i volontari».

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