Il Tirreno

Livorno

Ex postino muore a 73 anni: era appassionato di bici e surf: "Ciao Luciano, ci mancherai"

Mauro Zucchelli
Ex postino muore a 73 anni: era appassionato di bici e surf: "Ciao Luciano, ci mancherai"

Si è spento dopo una lunga malattia. Era stato anche campione italiano di categoria battendo vari ex professionisti

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LIVORNO. Il suo cuore generoso alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca nella mattinata di ieri: lui sconosciuto cicloamatore del gruppo “Mariomoto” di Livorno non aveva avuto paura di affrontare nelle gare di mountain bike a livello regionale e nazionale anche ex professionisti conseguendo importanti risultati. Ma adesso, a pochissimi giorni di distanza dal giorno in cui aveva compiuto 73 anni, dopo aver affrontato con coraggio una lunga malattia, se n’è andato per sempre Luciano Vannoni, una delle figure più conosciute nel ciclismo amatoriale delle nostre zone.

A darne notizia sono gli amici che hanno condiviso con lui la passione delle due ruote nell’Usv1919, la polisportiva vicarellese che ha poco prima dell’inizio dell’emergenza Covid aveva celebrato i primi cent’anni di vita: un avvenimento al quale era stato presente anche lui. E adesso la società lo ricorda con un affettuoso post sul proprio sito. Era stato assunto giovanissimo nell’amministrazione postale: è lì che aveva prestato servizio fino all’inizio degli anni duemila, prima di andare in pensione.

La passione per lo sport l’aveva portato a gareggiare nel motocross per vari anni riuscendo a ottenere vittorie di rilievo in gare di rilevanza regionale. Ma l’entusiasmo per le due ruote l’aveva riversato principalmente nel ciclismo amatoriale, dal motocross alla mountain bike il passo era stato breve: si era imposto come campione regionale di discesa ed era riuscito a conquistare il titolo di campione italiano di categoria ai campionati disputati a Firenze.

Gli amici ricordano commossi che quando raccontava quella gara, lui che era sempre modesto e schivo, non poteva che vantarsi di aver battuto ex professionisti, per quanto fosse semplicemente uno sconosciuto appassionato di un gruppo di cicloamatori labronici. Sul sito del suo sodalizio i compagni d’avventure in sella alla bici rievocano quelle impensabili vittorie tutta grinta e passione, ricordano la voce di Luciano: raccontava che quando certi «corridori molto noti» lo videro arrivare gli domandarono da dove venisse, gli rispose con un filo d’ironia: «Da dietro». Poi aggiunge: «E fra me pensavo che fra poco “dietro” ci sarebbero stati loro. Non mi ripresero più. Quel giorno volavo». È con questo fotogramma di una impresa epica e con quel suo sorrisetto sotto i baffi che lo vogliono rammentare anche perché quell’ironia «non poteva che portare alla risata chi lo ascoltava».

Ma la passione non era solo passione per il podio e per la gloria dei giorni dei trionfi sportivi: «Luciano – riprendono a raccontare stringendosi al dolore dei familiari – ha continuato a fare le sue uscite in mountain bike fino all’ultimo, con la sua pedalata “leggera” tipica dei “corridori veri”». Luciano Vannoni lascia la moglie Mara e i figli Katia, Luca e Silvia. Al fascino dello sport univa anche l’amore per il mare: nei giorni in cui il vento chiama a raccolta i surfisti non era raro poterlo vedere a “cavalcare” le onde del nostro mare. Quel mare in cui dovrebbero esser disperse le sue ceneri.

Oggi pomeriggio alle ore 15, dalla camera mortuaria dell’ospedale, sono previsti i funerali: sarà l’occasione in cui chiunque gli abbia voluto bene e ne abbia apprezzato le doti umane gli potrà dare l’ultimo abbraccio. «Ciao Luciano, ci mancherai», dicono dal quartier generale dell’Us Vicarellese.


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