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Aprono la palestra a Livorno per protestare contro i divieti: 400 euro di multa
I gestori della struttura di via Magnozzi della catena Gimfive si ribellano alle misure anti-covid e arriva la polizia: "Resteremo aperti, pronti a prendere altre sanzioni"
LIVORNO. Lo avevano annunciato e alla fine lo hanno fatto: i gestori della palestra GimFive hanno aperto in segno di protesta le sale piene di pesi e attrezzi in via Magnozzi. Lo hanno fatto nonostante le restrizioni imposte dalle misure anti-covid e all'arrivo della polizia, nella giornata in cui risuona lo slogan #ioapro, hanno preso una multa da 400 euro. «Volevano farci chiudere invece ci hanno fatto una multa, e noi restiamo aperti», annunciano i gestori.
Anche il personale della palestra GimFive ha così aderito all'iniziativa promossa dalla casa madre del franchising modenese che, in violazione al decreto che stabilisce la chiusura delle strutture (e ne vieta quindi la riapertura), ha comunicato ai propri affiliati l'intenzione di alzare contemporaneamente le saracinesche in tutta Italia. E la notizia ha cominciato a rimbalzare sui social, con il gradimento di molto tesserati. Così nella mattina di venerdì 15 gennaio, poche ore dopo la riapertura, le forze dell'ordine sono intervenute nei locali di San Marco, alla presenza di alcuni clienti che si stavano allenando, per fare rispettare il decreto. Gli agenti della polizia non hanno però chiuso l'attività, hanno invece multato la società per 400 euro. «Continueremo a stare aperti, nel rispetto delle norme che ci avevano dato prima della chiusura, perché ne abbiamo bisogno», ripetono dalla società, prima di aggiungere: «Se domani la polizia dovesse tornare vorrà dire che prenderemo un'altra multa. E così via».
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