Il Tirreno

Livorno

Sotto l’ospedale il bunker dei vaccini «Qui migliaia di dosi per mezza Toscana»

Giulio Corsi
Sotto l’ospedale il bunker dei vaccini «Qui migliaia di dosi per mezza Toscana»

Sorvegliato da una guardia armata e da telecamere nei sotterranei del padiglione 14 è stato creato l’hub dei sieri anti-Covid «Ogni settimana dal Belgio arriva la fornitura della Pfizer, che tutti i giorni smistiamo ai vari centri vaccinali della costa»

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il viaggio

Giulio Corsi

Una guardia armata sorveglia l’ingresso del sotterraneo del padiglione 14, dove ha sede la farmacia dell’ospedale.

Pistola nella fondina, radio sulla scrivania, il vigilante controlla 24 ore su 24 il bunker dei vaccini.

Qui, in una stanza senza finestre monitorata in tempo reale da una serie di telecamere collegate con la centrale operativa della polizia privata, il pomeriggio del 31 dicembre sono stati collocati i due ultra-congelatori da meno 80 gradi, in cui vengono conservati i sieri anti-Covid destinati ai 13 ospedali delle province di Livorno, Massa, Lucca e Pisa, esclusi Cisanello e Santa Chiara.

«Livorno è stato scelto come hub per tutta l’Asl – spiega Giuseppe Taurino, direttore del dipartimento del farmaco dell’azienda –: una volta a settimana arriva il carico di vaccini provenienti da Puurs, in Belgio, sede europea della Pfizer, che poi ogni pomeriggio smistiamo nei vari presidi ospedalieri. Nei prossimi giorni attendiamo anche il vaccino di Moderna, che è stato approvato dall’Agenzia europea del farmaco e da quella italiana la scorsa settimana. Ancora non abbiamo la data precisa, ipotizziamo venerdì prossimo 15 gennaio. Le modalità di conservazione in questo caso sono più semplici e gestibili da ogni ospedale, ma l’hub resterà comunque agli Spedali Riuniti».

La decisione di creare nel blocco di viale Alfieri il quartier generale dei vaccini per la Toscana costiera nasce da due motivi: «Questo è l’ospedale più grande di tutta l’Asl e poi dal punto di vista logistico è posizionato in maniera strategica, soprattutto per raggiungere i presidi del sud, cioé Cecina, Piombino e Portoferraio», dice Taurino. «Ci tengo però ad evidenziare però che le dosi che teniamo qui non sono né di Livorno, né dell’Asl, ma sono parte di un sistema di mutuo soccorso regionale, per cui se da qualche parte non si riesce a soddisfare le esigenze, arrivano in soccorso altri centri. L’altro giorno ad esempio dall’azienda ospedaliera pisana sono arrivate a Livorno 84 dosi che non avevamo».

Finora, tra ospedali e Rsa, sono state somministrate nelle quattro province dell’Asl 8907 dosi partite da Livorno. Di queste, 1820 sono state inoculate in città. Il programma prevede di arrivare a 2300 martedì sera, quando si concluderà la vaccinazione di tutti gli operatori sanitari che si erano prenotati al primo turno, oltre che degli ospiti delle case di riposo. In tutta l’Asl si dovrebbe arrivare a circa 12mila dosi somministrate.

Subito dopo partirà il secondo giro di vaccinazioni, che si interromperà il 18 gennaio quando scatterà il momento del richiamo, cioè della somministrazione delle secondi dosi a chi ha già ricevuto la prima.

VIAGGIO a meno 80

Ogni movimento del vaccino, da quando esce dalla fabbrica di Pfizer nelle Fiandre, a quando viene iniettato, è controllato in tempo reale da una serie di dispositivi elettronici. «Il controllo della catena del freddo deve essere puntuale dall’inizio alla fine del percorso», spiega la direttrice della farmacia ospedaliera di Livorno, Francesca Azzena.

Fino all’arrivo all’ospedale di Livorno il monitoraggio è ad opera del colosso americano. «Come noto il siero deve essere conservato a temperature molto basse, che vanno mantenute anche durante la spedizione. Per questo i flaconcini multi-dose del vaccino congelato vengono trasportati in contenitori isolati termicamente contenenti ghiaccio secco. Ciò consente al vaccino di rimanere congelato alla temperatura stabilita», racconta Azzena.

I flaconi viaggiano all’interno di scatole termiche, chiamate softbox, in cui oltre al ghiaccio secco è posizionato un dispositivo di controllo costante della temperatura. «Quando riceviamo i contenitori, premendo un pulsante sul dispositivo interno ad ogni softbox, inviamo un segnale a Pfizer che a quel punto ci comunica i dati registrati dal dispositivo interno durante la spedizione che confermeranno che il vaccino è rimasto sempre alla temperatura corretta e che il lotto può essere somministrato», continua la direttrice.

LA CONSERVAZIONE

Con tutte le accortezze necessarie – in primis i guanti per non restare ustionati dal ghiaccio - l’equipe di Azzena, composta dalle farmaciste Maria Tilde Torracca, Valentina Ceccarini e Valentina Berni ripone i flaconcini all’interno dei congelatori. «È un’operazione molto delicata, che deve essere fatta nel minor tempo possibile per evitare che il freezer si scaldi», spiega la direttrice.

Dal momento in cui lo sportello viene richiuso non può essere riaperto per due ore. «Anche per questo è fondamentale avere due macchinari – spiega Tuarino –. Nel caso avessimo urgenza di prelevare alcune dosi e uno dei due freezer fosse stato da poco aperto, possiamo prenderle dall’altro. Ma il doppio congelatore ci permette anche di averne uno di riserva qualora si guastasse l’altro: in quel caso avremmo cinque minuti di tempo per trasferire tutti i vaccini, non di più».

Anche lo status dei congelatori e le loro temperature sono continuamente monitorati, giorno e notte. È chiaro che non ci si può permettere di buttar via neanche una dose, né che i sieri possano in qualche deteriorarsi per problemi legati ad un innalzamento, anche minimo, delle temperature.

lo scongelamento

Ogni mattina le farmacie dei 13 ospedali dell’Asl raccolgono le informazioni dai rispettivi centri vaccinali, sia interni che itineranti (quelli che stanno facendo le somministrazioni nelle Rsa e che poi probabilmente saranno attive nei distretti sanitari) sulle quantità necessarie per il giorno successivo in ciascun territorio e inviano a Livorno la richiesta delle dosi.

«A quel punto noi iniziamo l’operazione di scongelamento dei vaccini – continua Azzena –: abbiamo tre minuti per togliere da uno degli ultra-freezer i flaconi necessari e poi richiuderlo. In quei tre minuti col portellone aperto la temperatura arriva a meno 75, sotto non si può scendere».

I flaconi che sono stati prelevati vengono divisi in sacchi destinati ai vari ospedali e conservati in altri frigoriferi. «Le fiale congelate devono essere trasferite a 2-8 per farle scongelare lentamente», continua la direttrice della farmacia.

Una confezione da 195 fiale può richiedere 3 ore per scongelarsi. In queste condizioni il vaccino può essere conservato per un massimo di 5 giorni a una temperatura tra 2 e 8 gradi.

le spedizioni

Ogni pomeriggio, dopo lo scongelamento, i mezzi della Svs di Livorno arrivano al padiglione 14, caricano i vaccini preparati per ogni ospedale dell’Asl e partono per distribuirli nelle farmacie dei vari ospedali. «La consegna nel pomeriggio permette ai vari presidi di essere pronti la mattina successiva ad effettuare le somministrazioni – aggiunge Taurino –. Nel frattempo, tutte le sere alle 18, comunichiamo alla Regione le necessità del giorno successivo e le giacenze in modo che possa essere effettuata la programmazione».

Anche la spedizione da Livorno agli altri ospedali è monitorata: «Lo stesso controllo che ci garantisce Pfizer, lo garantiamo noi a tutti gli ospedali e dunque alle persone che saranno sottoposte al vaccino - sottolinea Francesca Azzena –. Utilizziamo borsoni termici e siderini che mantengono la temperatura tra 2 e 8 gradi fino all’arrivo alle varie farmacie. La temperatura di tutto il viaggio viene tracciata».

I vaccini destinati all’ospedale di Livorno restano invece in farmacia fino alla mattina quando l’infermiera di turno li preleva e li porta al primo padiglione, quartier generale delle vaccinazioni.

IL BUNKER

Intorno al vaccino, soprattutto in questo momento in cui le dosi arrivano in Italia e in Europa col contagocce, si sono posati gli occhi della criminalità organizzata. Basti pensare che a Roma è scattata nei giorni scorsi un’indagine dei Nas sulla caccia ai residui di vaccino che avanzano nei vari flaconi e che poi verrebbero rimessi insieme per produrre nuovi dosi. E che nel dark web, cioè nelle reti oscure di internet, sono in vendita vaccini anche a mille dollari a dose.

È per questo che la farmacia dell’ospedale – che anche in condizioni normali è oggetto di una sorveglianza particolare – è adesso protetta da guardie armate e i controlli in tutto il presidio si sono intensificati.

Tra l’altro, come spiega anche Taurino, le quantità destinate ad essere conservate nel sotterraneo del padiglione 14 aumenteranno a breve. —

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di Redazione web