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Ecco il secondo vaccino «Venerdì aspettiamo il siero di Moderna»

G.C.

La conservazione del nuovo prodotto è più semplice: «Può stare a -20 sotto zero,  30 giorni tra 2 e 8 gradi e non serve diluirlo»

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LIVORNO. In settimana («probabilmente venerdì», spiega il direttore del dipartimento del farmaco dell’Asl Giuseppe Taurino) è atteso a Livorno l’altro vaccino americano, quello di Moderna, approvato nei giorni scorsi dall’Agenzia europea del farmaco e poi dall’Agenzia italiana.

«Si tratta di un vaccino che ha modalità di conservazione più semplici rispetto a quello di Pfizer», spiega Giuseppe Taurino.

Non sono necessari infatti i 75-80 gradi sotto zero, ma “soltanto” una temperatura di meno 20.

«A questa temperatura il siero di Moderna può stare fino a sei mesi – continua Taurino –, mentre, una volta scongelato, può essere conservato tra 2 e 8 gradi per un mese».

Il confronto dal punto di vista della facilità di gestione è presto fatto: basti considerare che Pfizer ha bisogno dei meno 75 (per sei mesi), mentre a 2-8 gradi può stare al massimo 5 giorni.

Non solo: da un flacone di Pfizer si possono ottenere 5 dosi (6 se si usano siringhe di alta precisione) e per attivare il vaccino è necessario che il prodotto di ogni fiala venga diluito con una soluzione di cloruro di sodio. Un lavoro che eseguono gli infermieri dei vari centri vaccinali e che comporta una notevole perdita di tempo.

Il vaccino di Moderna invece è già pronto: in ogni fiala ci sono dieci dosi, tutte immediatamente utilizzabili senza necessità di essere diluite.

«Entrambi hanno necessità di due somministrazione – aggiunge Taurino –: come noto il richiamo per Pfizer scatta al 21esimo giorno dalla prima dose, mentre per Moderna bisogna attendere 28 giorni».

Cambiano anche i tempi di efficacia massima: quella del vaccino Pfizer scatta una settimana dopo la seconda iniezione, quella di Moderna due settimane dopo la seconda dose. In entrambi i casi si iniziano comunque a produrre anticorpi già alcuni giorni dopo la prima somministrazione.

Tra le altre differenze c’è anche la platea delle persone a cui il vaccino può essere somministrato: quello di Pfizer può essere incoluato dai 16 anni in su, quello di Moderna dai 18.

È identico il livello di copertura: entrambi i vaccini hanno un successo del 95%. —

G.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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