Gioco
Emergenza alle case popolari, la denuncia: «Invasi dalla muffa, ci cade l’intonaco addosso»
Il racconto di un’inquilina di via Giordano Bruno che vive in camera e cucina, senza riscaldamento, con un figlio piccolo
LIVORNO.«Ho paura dei lavori fatti da Casalp, sono costretta a dormire per terra». Giada Lonzi ha 42 anni, e dopo due anni e mezzo di emergenza abitativa, da quattro vive col figlio piccolo e la cagnolina Mia in un appartamento al terzo piano senza ascensore né riscaldamento delle case popolari di via Giordano Bruno. Pochi giorni fa ha chiamato per l'ennesima volta la società pubblica che gestisce i servizi Erp perché preoccupata per la salute e l'incolumità della sua famiglia, ma alla risposta incredibile dell'ente si è decisa a rivolgersi ai vigili del fuoco. «Quando mi dettero le chiavi la prima volta gliele volevo restituire. Le finestre erano già vecchie e la porta non era blindata, bastava un calcio per buttarla giù e occupare», racconta Lonzi.
Sei mesi più tardi Casalp era intervenuta per sostituire l'uscio ma «per l'umidità, che già si vedeva, non ha mai fatto nulla. Compravo io i prodotti e cercavo di toglierla, però tornava sempre», racconta ancora. Poi, alla fine dell'anno scorso, le macchie scure sono tornate a infestare le pareti. «Da un po' di tempo i muri sono bagnati e il bagno è completamente invaso dalla muffa. Così due settimane fa ho chiamato ancora Casalp, che mi ha fissato un appuntamento con l'idraulico per il lunedì alle 11, solo che lui non è venuto», spiega la donna, che ripete – ancora incredula – la spiegazione dell'ente: «Proprio loro che mi avevano fissato l'appuntamento mi hanno detto che, a causa della pandemia, i sopralluoghi non li fanno». E dopo il danno e la beffa è arrivata anche la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.
«L'altro giorno, mentre ero ai fornelli, mi sono caduti in testa alcuni pezzetti di intonaco della cucina. Io dormo lì, su un divano, per lasciare la cameretta a mio figlio. Mi sono spaventata e ho deciso di chiamare i pompieri», si sfoga Lonzi. Stando all'inquilina i vigili del fuoco, intervenuti tempestivamente, hanno certificato che il locale è inagibile e chiamato Casalp, che ha subito mandato i muratori per "scrostare" le pareti della stanza. «Il martedì poi sono ritornati per rattoppare tutto, ma si vede a occhio che i lavori sono stati fatti male perché i muri sono tutti sgallati e fra 10 giorni viene giù tutto. Ecco perché ora passo le notti per terra accanto al bimbo», prosegue la donna, che – carte alla mano – insiste e conclude: «Il dottore dice che quella muffa è pericolosa per la salute, e la stufina elettrica che uso per il freddo non può sostituire il calore di un termosifone. Casalp non mi dà una spiegazione, l'idraulico non viene e io ho fatto anche domanda per mobilità, per avere un alloggio sostitutivo. Ma anche all'Ufficio casa del Comune, da giovedì, non mi risponde nessuno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
