Il Tirreno

Livorno

«Fondamentale che siano vaccinati anche i medici libero professionisti»

Gian Ugo Berti
«Fondamentale che siano vaccinati anche i medici libero professionisti»

Il nuovo presidente dell’Ordine Pasquale Cognetta: «Chi visita i pazienti è ad alto rischio» 

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a colloquio

Gian Ugo Berti

Pasquale Cognetta è il nuovo presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri. Rimarrà in carica per quattro anni. Livornese d’ adozione (è nato a Napoli, ma dall'età di 14 anni vive in città) ha lavorato agli Spedali Riuniti per qualche anno in Chirurgia e poi, più a lungo, presso la quarta divisione medica diretta prima dal professor Zucchelli e quindi dal dottor Ferrucci, svolgendo contemporaneamente l’attività di medico di famiglia. Sopravvenuta l’incompatibilità, ha scelto di lasciare l’ospedale ed è stato medico di famiglia fino alla pensione, cinque anni fa.

Da circa 25 anni è segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale e, da oltre 20, fa parte del Consiglio dell’Ordine. All’attività medica ha da sempre affiancato quella di Animatore di Formazione per i Medici di Famiglia, organizzando per conto dell’Asl, in modo sistematico il sabato mattina, corsi di aggiornamento a Livorno e provincia.

«Voglio approfittare di quest’intervista – premette - per esprimere innanzitutto al presidente uscente e mio caro amico, Vincenzo Paroli, la nostra affettuosa vicinanza in questo momento e l'augurio di una completa ripresa della salute e dell’attività ordinistica».

Cognetta, ha condiviso le misure del Governo per le festitivà appena concluse?

«Il numero ancora elevato di contagi e di pazienti ospedalizzati ed in terapia intensiva le rende necessarie».

Pensa che la riapertura delle scuole possa aumentare i livelli del contagio, complice anche la previsione di una persona colpita ogni dieci dal virus influenzale?

«È possibile, ma molto dipenderà dal rispetto delle misure di protezione individuale, che possono ridurre anche la circolazione del virus influenzale».

Come giudica il rispetto delle misure da parte dei livornesi?

«Certamente si può fare meglio, ma i cittadini sono stati bravi; il problema è che il virus è estremamente contagioso».

Che valutazione dà della macchina organizzativa per la vaccinazione a Livorno?

«Per la vaccinazione antinfluenzale, che quest'anno, proprio per la coesistenza del Covid, doveva essere più estesa, ci sono stati problemi nella fornitura dei vaccini ai medici, il che ha reso difficile la campagna vaccinale. La vaccinazione anti-Covid sarà ovunque, non solo a Livorno, una sfida per l’organizzazione sanitaria, visto che dovrà essere praticata a un numero elevatissimo di persone tenendo conto di priorità legate all’attività svolta e all'età, alle condizioni di salute, al disagio socio-economico, utilizzando vaccini mai usati, il primo dei quali, prodotto da Pfizer ha procedure di conservazione complesse».

Avete contestato l’esclusione di alcune categorie di medici liberi professionisti dal primo gruppo di vaccinandi...

«La principale contestazione è di aver escluso dalla prima mandata liberi professionisti come gli odontoiatri, poi ammessi all’ultimo momento ma con scarsissimo tempo per aderire, gli otorinolaringoiatri, gli oculisti, tutta gente che visita a stretto contatto e quindi ad alto rischio».

Si è corso un po’ troppo in fretta nell’allestimento dei nuovi vaccini?

«Era necessario accelerare le procedure pur garantendo la piena sicurezza; la sperimentazione non può garantire che l’uso su larga scala non faccia emergere effetti collaterali imprevisti, ma la probabilità che questo avvenga dovrebbe essere molto bassa».

Quanti accetteranno di sottoporsi alla profilassi?

«Penso che sarà accettata dalla grande maggioranza delle persone». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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